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Il periodo dei Re secondo la cronologia biblica

Last Update: 11/23/2009 5:05 AM
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7/12/2009 10:02 AM
 
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IL PERIODO DEI RE SECONDO LA CRONOLOGIA BIBLICA (606 – 1119 a.C.)

Il 539 a.C. è la data assoluta sulla quale tutti gli storici concordano (Tolomeo, Diodoro Siculo, Eusebio ecc). La cosiddetta “Cronaca di Nabonedo” è un frammento di una tavoletta d’argilla conservato al British Museum. È una copia, risalente all’epoca dei Seleucidi (312-65 a.C.), di un documento più antico che esalta la figura di Ciro II e denigra quella di Nabonedo. È il più completo documento cuneiforme sulla caduta di Babilonia, dove compaiono il mese e il giorno della presa della città: il 16 tishri. Questa data corrisponde all’11 ottobre del calendario giuliano e al 5 ottobre del calendario gregoriano dell’anno 539 a.C.
Nel 539 a.C. Ciro II il Persiano e Dario il Medo conquistarono il territorio babilonese. Il re di Babilonia Nabonedo andò contro di loro col suo esercito, ma fu sconfitto e fuggì a Borsippa, a sud di Babilonia. Il 5 ottobre 539 a.C. Ciro II fece deviare nottetempo un canale dell’Eufrate, entrò in Babilonia mentre tutti dormivano e la conquistò senza combattere. In quella notte uccise il coreggente di Nabonedo: Baldassarre (Daniele 5:30). Nabonedo si arrese e raggiunse la città, dove fu fatto prigioniero e deportato in Persia. Ciro II fece suo coreggente in Babilonia Dario il Medo (Daniele 9:1). Questi viene detto da Daniele “figlio di Assuero” non perché fosse persiano ma perché in lingua persiana Assuero vuol dire “re” e tale titolo veniva attribuito ad ogni regnante. Infatti Dario era figlio di uno dei re di Media. La Media era suddivisa in più regni e c’era un re a capo di ogni reame.
Daniele parla del 539-538 a.C. come del “primo anno di regno” di Dario il Medo su Babilonia quale coreggente o viceré di Ciro II (Daniele 9:1,2; 11:1). Dario regnò un solo anno su Babilonia? Se così fosse Daniele non l’avrebbe chiamato “primo” ma “unico”. A un certo momento Ciro II decise di regnare da solo su Babilonia. Lo fece in quell’anno che in Daniele 10:1 è chiamato “il terzo anno di Ciro, re di Persia”. Ciro regnava sulla Persia da vario tempo e non da due anni soltanto. Ma Daniele voleva dire “il terzo anno in cui Ciro, re di Persia, regnava su Babilonia”, considerando come primo anno del suo regno su Babilonia quello cominciato nel 539 a.C. Quindi “il terzo anno di Ciro” è l’anno che va dal 537 al 536 a.C. Da ciò si deduce che Dario il Medo fu viceré di Ciro II solo per due anni (539 – 537 a.C.).
Il problema di Dario il Medo.
I critici della Bibbia dicono che Daniele ha confuso Dario il Medo con Dario I il Persiano. Ciò è errato in quanto:
a) Dario I, figlio di Istaspe, non poteva essere chiamato il Medo in quanto tutti ben sapevano che era un discendente dell'antica linea regale persiana.
b) Dario I non poteva aver assunto il potere a Babilonia all'età di sessantadue anni, come viene detto nel testo, perché era noto a tutti che cominciò a regnare in un'età abbastanza giovanile.
c) In Daniele 9:1 vien detto che Dario, figlio di Assuero (re), della stirpe dei Medi, fu costituito re sopra tutto il regno dei Caldei. Il termine " fu costituito" (in aramaico homlàk) lascia intendere che egli ha ricevuto il titolo di re nel regno dei Caldei da un'autorità più elevata di lui. Questo si accorda bene con l'ipotesi che egli possa essere stato fatto viceré di Babilonia da Ciro il Grande, il quale lo aveva nominato governatore di Babilonia e gli aveva permesso di portare il nome di re, come era già avvenuto nel caso di Baldassarre, costituito re di Babilonia dal padre Nabonedo. I critici tuttavia obbiettano che un semplice viceré non poteva avere l'autorità da emettere un decreto che si estendeva a tutti gli abitanti della terra, come viene detto in Daniele 6:25. Si deve però osservare che la parola aramaica ’ar‘â e la corrispondente ebraica ’eres, che significano "terra", non necessariamente indicano un vasto impero ma possono indicare semplicemente un territorio o una contrada ben delimitata. Quindi il decreto di Dario il Medo valeva soltanto nel territorio o nella contrada in cui era stato costituito governatore da Ciro il Grande. Inoltre, essendoci l'usanza da parte dei re di Babilonia fin dai tempi di Hammurabi di farsi chiamare "re di tutto l'universo" (lett. "re di tutti"), può darsi che anche Dario il Medo abbia semplicemente seguito l'antico costume che usava una termine implicante il dominio universale, pur non avendolo in realtà. Si trattava semplicemente di una frase che faceva ormai parte dell'antico protocollo regale, ma che negli anni successivi perse il suo significato originario.
Sembra dai reperti storici che un certo Gubaru o Gobria sia stato stabilito governatore di Babilonia e di Ebirnâri ("regione al di là del fiume") da parte del re Ciro il Grande. Egli è così chiamato nelle tavolette del quarto, sesto, settimo e ottavo anno del regno di Ciro (ossia 535, 533, 532 e 531 a.C.) e poi nel secondo, terzo, quarto e quinto anno di Cambise II (ossia 528, 527, 526 e 525 a.C.). Sembra che Gubaru sia morto durante una rivolta durante il regno di Dario I il Persiano perché il 22 marzo del 520 a.C. il nuovo governatore di Babilonia risulta essere un certo Ushtani. Lo storico Whitcomb afferma: «È nostra convinzione che Gubaru, governatore di Babilonia e della regione al di là del fiume, appaia nel libro di Daniele come Dario il Medo, il re che ebbe l'incarico del regno caldeo subito dopo la morte di Baldassarre e che stabilì satrapi e presidenti (incluso Daniele) perché lo assistessero nel governo di un territorio assai esteso con le sue molte genti. Noi crediamo che questa identificazione sia l'unica via per armonizzare tra loro le varie linee di evidenza che troviamo nel libro di Daniele e nei contemporanei racconti cuneiformi». Whitcomb cita anche l'asserzione di W.F. Albright in The Date and Personality of the Chronicler (Journal of Biblical Literature vol. 40, p. 11, n. 2): «Mi sembra altamente probabile che Gubaru abbia in realtà assunto la dignità regale col nome di Dario. forse un antico titolo regale, mentre Ciro era assente. . . Dopo la spiegazione data dai testi cuneiformi del mistero di Baldassarre, che mostrano come questi fosse stato per lungo tempo un coreggente con suo padre, ci si può attendere anche che la realtà storica di Dario il Medo possa nel futuro essere documentata. . . . Il nome Dario, persiano Darayavahush, era un titolo onorifico simile al nostro Cesare o Augusto al tempo dell'impero romano. Nel persiano medievale (Zend) troviamo la parola dara con il senso di re. Forse Darayavahush può significare anche solo “regale”».
In questo contesto si può aggiungere una parola riguardante il decreto riferito da Daniele 6, che proibiva di rivolgere un culto a qualsiasi divinità ad eccezione di Dario stesso per un periodo di trenta giorni. Ammesso pure che il re in seguito si sia pentito di tale decreto quando si accorse che era soltanto una congiura per eliminare il suo fedele servo Daniele, è pur sempre necessario chiarire come mai egli abbia potuto aver sanzionato in un primo tempo tale legge. In vista dell'intima connessione esistente tra religione e politica che esisteva nei popoli antichi, il decreto ci appare come una manovra per costringere i membri delle varie tribù eterogenee e delle varie devozioni religiose a riconoscere la supremazia del nuovo impero persiano, che aveva preso il controllo dei loro domini. Una temporanea sospensione del culto (almeno nel senso di presentare richieste di benedizioni e di aiuto) era una misura ben calcolata per convogliare le menti dei sudditi di Dario alla realtà del cambio sopravvenuto dalla supremazia caldea a quella dei Medi e dei Persiani. È quindi inopportuno negare la possibilità di un decreto così notevole e di condannarlo come un racconto favoloso e antistorico come molti critici hanno fatto.


Tea.




11/23/2009 5:05 AM
 
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Re:

gattosilvestro67, 12/07/2009 10.02:

IL PERIODO DEI RE SECONDO LA CRONOLOGIA BIBLICA (606 – 1119 a.C.)

Il 539 a.C. è la data assoluta sulla quale tutti gli storici concordano (Tolomeo, Diodoro Siculo, Eusebio ecc). La cosiddetta “Cronaca di Nabonedo” è un frammento di una tavoletta d’argilla conservato al British Museum. È una copia, risalente all’epoca dei Seleucidi (312-65 a.C.), di un documento più antico che esalta la figura di Ciro II e denigra quella di Nabonedo. È il più completo documento cuneiforme sulla caduta di Babilonia, dove compaiono il mese e il giorno della presa della città: il 16 tishri. Questa data corrisponde all’11 ottobre del calendario giuliano e al 5 ottobre del calendario gregoriano dell’anno 539 a.C.
Nel 539 a.C. Ciro II il Persiano e Dario il Medo conquistarono il territorio babilonese. Il re di Babilonia Nabonedo andò contro di loro col suo esercito, ma fu sconfitto e fuggì a Borsippa, a sud di Babilonia. Il 5 ottobre 539 a.C. Ciro II fece deviare nottetempo un canale dell’Eufrate, entrò in Babilonia mentre tutti dormivano e la conquistò senza combattere. In quella notte uccise il coreggente di Nabonedo: Baldassarre (Daniele 5:30). Nabonedo si arrese e raggiunse la città, dove fu fatto prigioniero e deportato in Persia. Ciro II fece suo coreggente in Babilonia Dario il Medo (Daniele 9:1). Questi viene detto da Daniele “figlio di Assuero” non perché fosse persiano ma perché in lingua persiana Assuero vuol dire “re” e tale titolo veniva attribuito ad ogni regnante. Infatti Dario era figlio di uno dei re di Media. La Media era suddivisa in più regni e c’era un re a capo di ogni reame.
Daniele parla del 539-538 a.C. come del “primo anno di regno” di Dario il Medo su Babilonia quale coreggente o viceré di Ciro II (Daniele 9:1,2; 11:1). Dario regnò un solo anno su Babilonia? Se così fosse Daniele non l’avrebbe chiamato “primo” ma “unico”. A un certo momento Ciro II decise di regnare da solo su Babilonia. Lo fece in quell’anno che in Daniele 10:1 è chiamato “il terzo anno di Ciro, re di Persia”. Ciro regnava sulla Persia da vario tempo e non da due anni soltanto. Ma Daniele voleva dire “il terzo anno in cui Ciro, re di Persia, regnava su Babilonia”, considerando come primo anno del suo regno su Babilonia quello cominciato nel 539 a.C. Quindi “il terzo anno di Ciro” è l’anno che va dal 537 al 536 a.C. Da ciò si deduce che Dario il Medo fu viceré di Ciro II solo per due anni (539 – 537 a.C.).
Il problema di Dario il Medo.
I critici della Bibbia dicono che Daniele ha confuso Dario il Medo con Dario I il Persiano. Ciò è errato in quanto:
a) Dario I, figlio di Istaspe, non poteva essere chiamato il Medo in quanto tutti ben sapevano che era un discendente dell'antica linea regale persiana.
b) Dario I non poteva aver assunto il potere a Babilonia all'età di sessantadue anni, come viene detto nel testo, perché era noto a tutti che cominciò a regnare in un'età abbastanza giovanile.
c) In Daniele 9:1 vien detto che Dario, figlio di Assuero (re), della stirpe dei Medi, fu costituito re sopra tutto il regno dei Caldei. Il termine " fu costituito" (in aramaico homlàk) lascia intendere che egli ha ricevuto il titolo di re nel regno dei Caldei da un'autorità più elevata di lui. Questo si accorda bene con l'ipotesi che egli possa essere stato fatto viceré di Babilonia da Ciro il Grande, il quale lo aveva nominato governatore di Babilonia e gli aveva permesso di portare il nome di re, come era già avvenuto nel caso di Baldassarre, costituito re di Babilonia dal padre Nabonedo. I critici tuttavia obbiettano che un semplice viceré non poteva avere l'autorità da emettere un decreto che si estendeva a tutti gli abitanti della terra, come viene detto in Daniele 6:25. Si deve però osservare che la parola aramaica ’ar‘â e la corrispondente ebraica ’eres, che significano "terra", non necessariamente indicano un vasto impero ma possono indicare semplicemente un territorio o una contrada ben delimitata. Quindi il decreto di Dario il Medo valeva soltanto nel territorio o nella contrada in cui era stato costituito governatore da Ciro il Grande. Inoltre, essendoci l'usanza da parte dei re di Babilonia fin dai tempi di Hammurabi di farsi chiamare "re di tutto l'universo" (lett. "re di tutti"), può darsi che anche Dario il Medo abbia semplicemente seguito l'antico costume che usava una termine implicante il dominio universale, pur non avendolo in realtà. Si trattava semplicemente di una frase che faceva ormai parte dell'antico protocollo regale, ma che negli anni successivi perse il suo significato originario.
Sembra dai reperti storici che un certo Gubaru o Gobria sia stato stabilito governatore di Babilonia e di Ebirnâri ("regione al di là del fiume") da parte del re Ciro il Grande. Egli è così chiamato nelle tavolette del quarto, sesto, settimo e ottavo anno del regno di Ciro (ossia 535, 533, 532 e 531 a.C.) e poi nel secondo, terzo, quarto e quinto anno di Cambise II (ossia 528, 527, 526 e 525 a.C.). Sembra che Gubaru sia morto durante una rivolta durante il regno di Dario I il Persiano perché il 22 marzo del 520 a.C. il nuovo governatore di Babilonia risulta essere un certo Ushtani. Lo storico Whitcomb afferma: «È nostra convinzione che Gubaru, governatore di Babilonia e della regione al di là del fiume, appaia nel libro di Daniele come Dario il Medo, il re che ebbe l'incarico del regno caldeo subito dopo la morte di Baldassarre e che stabilì satrapi e presidenti (incluso Daniele) perché lo assistessero nel governo di un territorio assai esteso con le sue molte genti. Noi crediamo che questa identificazione sia l'unica via per armonizzare tra loro le varie linee di evidenza che troviamo nel libro di Daniele e nei contemporanei racconti cuneiformi». Whitcomb cita anche l'asserzione di W.F. Albright in The Date and Personality of the Chronicler (Journal of Biblical Literature vol. 40, p. 11, n. 2): «Mi sembra altamente probabile che Gubaru abbia in realtà assunto la dignità regale col nome di Dario. forse un antico titolo regale, mentre Ciro era assente. . . Dopo la spiegazione data dai testi cuneiformi del mistero di Baldassarre, che mostrano come questi fosse stato per lungo tempo un coreggente con suo padre, ci si può attendere anche che la realtà storica di Dario il Medo possa nel futuro essere documentata. . . . Il nome Dario, persiano Darayavahush, era un titolo onorifico simile al nostro Cesare o Augusto al tempo dell'impero romano. Nel persiano medievale (Zend) troviamo la parola dara con il senso di re. Forse Darayavahush può significare anche solo “regale”».
In questo contesto si può aggiungere una parola riguardante il decreto riferito da Daniele 6, che proibiva di rivolgere un culto a qualsiasi divinità ad eccezione di Dario stesso per un periodo di trenta giorni. Ammesso pure che il re in seguito si sia pentito di tale decreto quando si accorse che era soltanto una congiura per eliminare il suo fedele servo Daniele, è pur sempre necessario chiarire come mai egli abbia potuto aver sanzionato in un primo tempo tale legge. In vista dell'intima connessione esistente tra religione e politica che esisteva nei popoli antichi, il decreto ci appare come una manovra per costringere i membri delle varie tribù eterogenee e delle varie devozioni religiose a riconoscere la supremazia del nuovo impero persiano, che aveva preso il controllo dei loro domini. Una temporanea sospensione del culto (almeno nel senso di presentare richieste di benedizioni e di aiuto) era una misura ben calcolata per convogliare le menti dei sudditi di Dario alla realtà del cambio sopravvenuto dalla supremazia caldea a quella dei Medi e dei Persiani. È quindi inopportuno negare la possibilità di un decreto così notevole e di condannarlo come un racconto favoloso e antistorico come molti critici hanno fatto.

Tea





Complimenti, Tea, per il tuo articolo; complessivamente l'ho trovato ben informato.

Rigurdo alla Media, in realtà forse confondi con il temine di "re" quelli che sarebbero in realtà dei "governatori o satrapi"
Non ho trovato fonti storiche che attribuissero cariche "regali" in Media. Beroso, citato da Falvio infatti, parlando del re Egiziano, lo chiama col termine di satrapo nel 20°/21° anno di Nabopolassar (Antichità Giudaiche Libro X:220).
Erodoto, addirittura, cita che Astiage, re dei Medi, cercasse di uccidere il neonato nipote, Ciro (il grande), appunto perché lo vedeva come un possibile antagonista al suo regno.

Riguardo all'età di Dario il Medo che assieme a Ciro conquistò Babilonia, sulla base della concordanza con Giuseppe Falvio in Antichità Giudaiche, pare proprio che tal Dario avesse 61 anni quando conquistò Babilonia assieme a Ciro Nel 539bc e appunto ne facesse 62 quando fu citato nel suo primo anno di regno da Daniele, nella Bibbia.

Da Senofonte (Ciropedia), ci sono informazioni che additano tale Dario come figlio di Astiage il quale appunto Senofonte chima invece col nome di "Ciassare (I)", e quindi zio di Ciro il Grande, figlio della Figlia di Astiage (figlio di Ciassare, figlio di fraorte), e del Persiano Cambise della casa di Arsan (nonno di Cambise I, figlio di Ciro il Grande), che in quel periodo era sotto la dominazione dei Medi.

Ciro, per contesto di primato, è sempre stato re su Babilonia e su tutto il suo impepro fino alla sua morte nella battaglia contro la regina dei Messageti, Tomiri, appunto nel 530bc (Erodoto).

Come hai ben ricordato, Ciro inizia il suo regno sui MEDI (lo erà già da un paio di anni dopo aver sconfitto il nonno Astiage verso il 561/562bc), e sui PERSIANI, appunto dal 559bc. Gli anni segnati pertanto da Daniele sono certamente da riferire sia per Dario che per Ciro, al loro regno sui Babilonesi (sotto i quali erano in cattività gli Ebrei). Ciro, dopo la presa di Babilonia, dovette affrontare delle rivolte nella Lidia e si impegnò in altre campagne; per tale motivo la correggenza di Dario il Medo sembra talvolta essere su Babilonia superiore a quella di Ciro stesso.

Complessivamente ho trovato ben esposto il tuo articolo, brava, in quanto la storia di quel periodo è abbastanza difficile e concordarla con le scritture non è facile.


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