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Da Adamo ed Eva a ... Darwin. Dalla speranza cristiana al vuoto ateismo.

Last Update: 11/13/2009 7:53 PM
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11/13/2009 7:53 PM
 
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Caro Professore,
Sei un ‘Biologo’ docente e per me domande come quella postami: “Da Adamo e Eva a…Darwin” mi crea, come è logico aspettarsi, un certo imbarazzo. Il pastorello Davide, prima che divenisse Re, ebbe a confrontarsi con il gigante Golia; e culturalmete, a proposito, io mi sento ancor più fragile di Davide inerme e culturalmente nano nei tuoi confronti. Ciò che mi accingo a fare è il cercare di avvalermi di una simbolica ‘fionda’ (Bibbia a cura e sotto la Direzione di mons. Salvatore Garofalo) che in certi versi spesso è riuscita se non ad abbattere ma a far meditare anche il più saggio degli interlocutori. (Da quello che sono riuscito a documentarmi)
LA TERRA pullula di vita. Dai ghiacci dell’Artide alla foresta pluviale amazzonica, dal deserto del Sahara alle paludi delle Everglades, dal buio degli abissi oceanici alle assolate cime dei monti, la vita abbonda. E non finisce mai di stupirci. La sua varietà di forme e dimensioni e la sua abbondanza sfidano l’immaginazione. Ma ancor più stupefacente della piacevole varietà che ci circonda è la profonda unità che lega tutte le forme di vita. I biochimici, che studiano le creature viventi sotto il profilo chimico,( e qui puoi salire in cattedra e insegnarmi), spiegano che tutti gli esseri viventi — che si tratti di amebe o di esseri umani -dipendono da uno straordinario “lavoro di squadra”: L’interazione tra acidi nucleici (DNA e RNA) e molecole proteiche. Le complesse reazioni che coinvolgono questi componenti si verificano praticamente in tutte le cellule del nostro organismo, come pure nelle cellule dei colibrì, dei leoni e delle balene. Quest’unica interazione dà luogo a un fantastico caleidoscopio di forme viventi. Da dove proviene questa armoniosa organizzazione della vita? Anzi, come è nata la vita? Probabilmente si accetta l’idea che un tempo non c’era vita sulla terra. Questo è quanto sostengono anche gli scienziati, come pure molti testi religiosi.(Bibbia compresa) D’altra parte, mi rendo conto che queste due fonti — la scienza e la religione - spiegano in modo diverso come ha avuto origine la vita sulla terra.
Milioni di persone di ogni grado di istruzione credono che sia stato un Creatore intelligente, l’originale Progettista, a creare la vita sulla terra. Io sono uno di quelli! Molti scienziati, invece, affermano che la vita sia sorta gradualmente dalla materia inanimata grazie a una serie di reazioni chimiche, in maniera del tutto casuale. Chi ha ragione?
Non dovremmo pensare che la questione non ci riguardi e che non abbia nulla a che vedere con la nostra ricerca di una vita più significativa. Abbiamo già visto che una delle domande fondamentali a cui gli uomini hanno cercato di dare una risposta è: Da dove veniamo noi esseri umani?
In genere nei corsi di scienze, e tu caro Professore, m’insegni autorevolmente, si dà molto risalto all’adattamento e alla sopravvivenza degli esseri viventi anziché alla questione più fondamentale dell’origine stessa della vita. Avrai notato che nel tentativo di spiegare da dove è venuta la vita di solito vengono usati termini molto vaghi, del tipo: ‘Nel corso di milioni di anni, le collisioni tra molecole hanno dato luogo in qualche modo alla vita’. Ma è per te una spiegazione soddisfacente? In altre parole, grazie all’energia proveniente dal sole, da fulmini o da vulcani, della materia inanimata si sarebbe mossa, si sarebbe organizzata e alla fine avrebbe cominciato a vivere: e tutto questo senza nessun aiuto esterno. Che salto enorme sarebbe stato! Dalla materia inanimata a un essere vivente! È possibile che le cose siano andate così? Nel Medioevo una spiegazione del genere non avrebbe destato perplessità perché la gente credeva nella generazione spontanea, ovvero che la vita potesse sorgere spontaneamente dalla materia inanimata. Poi, nel XVII secolo, il medico italiano Francesco Redi dimostrò che nella carne in putrefazione comparivano i vermi solo dopo che le mosche vi avevano deposto le uova. Se la carne era fuori della portata delle mosche, i vermi non si sviluppavano. Se animali delle dimensioni delle mosche non comparivano dal nulla, che dire dei microbi che si sviluppavano in continuazione nel cibo, che questo fosse coperto o no? Anche se esperimenti successivi indicarono che i microbi non apparivano per generazione spontanea, la questione rimaneva aperta. Poi ci fu l’opera di Louis Pasteur.
Tu mi insegnerai, (sei nel tuo paradiso), il contributo dato da Pasteur alla soluzione di problemi legati alla fermentazione e alle malattie infettive. Egli condusse anche esperimenti per determinare se era possibile che forme di vita microscopiche comparissero spontaneamente. Come certamente avrai letto e studiato perché lo insegni, Pasteur dimostrò che se l’acqua era sterilizzata e protetta da contaminazioni non vi si formavano nemmeno minuscoli batteri. Nel 1864 annunciò: “La dottrina della generazione spontanea – disse Pasteur- non si riprenderà mai dal colpo mortale infertole da questo semplice esperimento”. Questa affermazione continua ad essere valida. Nessun esperimento ha mai prodotto la vita dalla materia inanimata.
Come poté quindi nascere la vita sulla terra? I tentativi moderni di dare una risposta a questa domanda si possono far risalire agli anni ’20, all’opera del biochimico russo Aleksandr I. Oparin. –(Scienze 1991 tradotto da Bompiani) – Da allora lui e altri scienziati hanno proposto quello che assomiglia al copione di un dramma in tre atti che descrive ciò che sarebbe avvenuto sulla scena del pianeta Terra. Nel primo atto si assiste alla trasformazione degli elementi chimici presenti sulla terra — le materie prime — in gruppi di molecole. Poi si salta alle molecole più grandi. E nell’ultimo atto avviene il salto che porta alla prima cellula vivente. Ma le cose sono andate davvero così?
Una premessa essenziale in questo dramma è che anticamente l’atmosfera terrestre fosse molto diversa da com’è oggi. Secondo una teoria l’ossigeno libero era praticamente assente, mentre azoto, idrogeno e carbonio formavano ammoniaca e metano. In un’atmosfera fatta di questi gas e di vapore acqueo, sotto l’effetto di fulmini e della luce ultravioletta si sarebbero formati zuccheri e amminoacidi. Non dimentico, però, che questa è solo una teoria o sbaglio? Forse tu potrai dimostrarmi che non è così!
Secondo questo dramma ipotetico, queste molecole più complesse furono trasportate dalla pioggia negli oceani o in altri specchi d’acqua. Col tempo zuccheri, acidi e altri composti si concentrarono dando luogo a un “brodo prebiotico” in cui gli amminoacidi, per esempio, si unirono a formare proteine. Proseguendo in questa ipotetica sequenza di avvenimenti, altri composti chiamati nucleotidi formarono delle catene e diventarono acidi nucleici, come il DNA. Tutto questo avrebbe preparato la scena per l’ultimo atto del dramma molecolare.
Quest’ultimo atto, che non è documentato, è un po’ come una storia d’amore. Le molecole proteiche e quelle di DNA si incontrano per caso, si riconoscono e si abbracciano. Infine, quando sta già per calare il sipario, nasce la prima cellula vivente. Se fossi tra il pubblico che assiste a questo dramma, potrei chiedermi: ‘È una storia vera o inventata? È davvero possibile che la vita sulla terra sia nata in questo modo?’
Creata la vita in laboratorio?
Nei primi anni ’50 gli scienziati si diedero da fare per verificare sperimentalmente la teoria di Aleksandr Oparin. Era un fatto assodato che la vita proviene solo dalla vita, tuttavia gli scienziati ipotizzavano che se in passato le condizioni fossero state diverse, la vita sarebbe potuta sorgere lentamente dalla materia inanimata. Si poteva dimostrare una cosa del genere? Lo scienziato Stanley L. , ( a proposito sai qualcosa di questi tentativi? Se sì, vorrei documentarmi…Grazie) lavorando nel laboratorio di Harold Urey, nel 1953, prese idrogeno, ammoniaca, metano e vapore acqueo (partendo dal presupposto che fossero stati questi i componenti dell’atmosfera primitiva), li chiuse ermeticamente in un’ampolla sul cui fondo ribolliva dell’acqua (a rappresentare il mare), e fece passare attraverso quei vapori delle scariche elettriche (che simulavano i fulmini). Nel giro di una settimana c’erano tracce di una sostanza appiccicosa e rossastra: Miller l’analizzò e scoprì che era ricca di amminoacidi, i “mattoni” fondamentali delle proteine.(The Mystery of Life’s Origin: Reassessing Current Theories – Bompiani Ed.)
È molto probabile che anche tu hai insegnato ai tuoi allievi questo esperimento, perché per anni è stato citato nei libri di testo e nelle lezioni di scienze come se spiegasse in che modo ebbe inizio la vita sulla terra. Ma lo spiega veramente? Ti chiedo: Se anche tu credi a questo, ti soddisfa?
In effetti, oggi il valore dell’esperimento di Miller viene messo seriamente in discussione. Nondimeno, il suo apparente successo portò ad altri esperimenti in cui furono prodotti persino componenti degli acidi nucleici (DNA e RNA). Gli specialisti in questo campo erano ottimisti, poiché in apparenza avevano replicato il primo atto del dramma molecolare. E sembrava che sarebbero seguite le versioni in laboratorio degli altri due atti. Un professore di chimica affermò: “Siamo ormai vicini a spiegare l’origine di un organismo vivente primitivo in virtù di meccanismi evoluzionistici”.
E un divulgatore scientifico ha scritto: “I luminari del momento ipotizzarono che entro breve tempo scienziati come il dottor Frankenstein di Mary Shelley (classico fantascientifico) avrebbero potuto ottenere nei loro laboratori organismi viventi e descrivere così nei particolari le tappe attraverso cui ha avuto origine la vita”.
Molti pensavano che il mistero dell’origine spontanea della vita fosse risolto. O cercato di capire, nelle ricerche che faccio, cosa sono le molecole degli amminoacidi destrogire e levogire. Spero che tu abbia qualcosa che possa chiarirmi come funzionano e perché quando gli scienziati sintetizzano gli amminoacidi in laboratorio, imitano quello che ritengono potrebbe essere successo in un brodo prebiotico, trovano un uguale numero di molecole destrogire e levogire. “ Questo tipo di distribuzione in parti uguali”, riferisce un articolo scientifico apparso nel New York Times, “ non è caratteristico della vita, la quale dipende solamente da amminoacidi levogiri. Perché gli organismi viventi siano formati solo da amminoacidi levogiri è un ‘mistero’ “.
Le opinioni cambiano, gli interrogativi restano.
Negli anni successivi, però, quell’ottimismo è svanito. Sono passati decenni, e i segreti della vita continuano a sfuggire ai ricercatori. Una quarantina d’anni dopo il suo esperimento, il prof. Miller ha detto a Scientific American: “Il problema dell’origine della vita . . . si è rivelato ben più complesso di quanto io e molti altri potessimo immaginare”.
Anche altri scienziati hanno cambiato opinione. Il biologo Dean H. Kenyon, ad esempio, nel 1969 fu coautore del libro Biochemical Predestination (Predestinazione biochimica… scusami la traduzione). Più di recente, però, è giunto alla conclusione che è “fondamentalmente non plausibile che materia ed energia si siano organizzate spontaneamente in sistemi viventi”.
In effetti, le esperienze di laboratorio confermano l’osservazione di Kenyon secondo cui c’è “un difetto fondamentale in tutte le attuali teorie sull’origine chimica della vita”. Dopo che Miller e altri ebbero sintetizzato gli amminoacidi, gli scienziati si misero al lavoro per costruire proteine e DNA, che sono entrambi essenziali per la vita sulla terra. Dopo migliaia di esperimenti condotti in condizioni cosiddette prebiotiche, qual è stato il risultato? Un libro che fa il punto sulle conoscenze attuali in proposito, e che io ho prestato a un sedicente … amico ingrato, dice: “Vi è un sorprendente contrasto fra il notevole successo nel sintetizzare amminoacidi e il costante fallimento dei tentativi di sintetizzare proteine e DNA”. Questi ultimi tentativi sono caratterizzati da “continui fallimenti”. — The Mystery of Life’s Origin: Reassessing Current Theories. (Qui non faccio parentesi per tradurre )
Se voglio essere realista con me stesso, il mistero non è solo come si siano formate le prime molecole proteiche e i primi acidi nucleici (DNA o RNA). È anche come le due cose collaborino. “È solo la collaborazione delle due molecole che rende possibile l’attuale vita sulla Terra”, afferma la New Encyclopædia Britannica che puoi trovare sul tuo C.D. Fra qualche giorno l’avrò in italiano per cui avrò modo di sollazzarmi a mio piacimento! Tuttavia questa stessa enciclopedia osserva che il modo in cui possa essere nata questa collaborazione continua ad essere “un problema cruciale e irrisolto per quanto riguarda l’origine della vita”. Proprio così.
L’Appendice A, “La vita: Un lavoro di squadra” passa in rassegna alcuni aspetti fondamentali dell’affascinante collaborazione che esiste tra proteine e acidi nucleici nelle nostre cellule.
(SCUSAMI- Non devo dirtele io queste cose…ma li trascrivo per farti sapere come la penso.)
Anche uno sguardo così rapido a ciò che accade all’interno delle cellule suscita ammirazione per il lavoro compiuto dagli scienziati in questo campo. Essi hanno fatto luce su processi straordinariamente complessi a cui ben pochi di noi, specialmente a uno sprovveduto come me, pensano, ma che sono all’opera in ogni momento della nostra vita. D’altra parte, questo alto grado di complessità e di precisione ci porta nuovamente a chiederci: Come ha avuto origine tutto questo?
Probabilmente, come tu ben sai, gli scienziati che studiano l’origine della vita non hanno smesso di cercare di formulare una sceneggiatura plausibile per il dramma relativo alla prima comparsa della vita. I loro nuovi copioni, però, non sembrano convincenti . Ad esempio, Klaus Dose, dell’Istituto di Biochimica di Magonza, in Germania, ha detto: “Attualmente tutti i dibattiti sulle principali teorie e sui più importanti esperimenti in questo campo conducono a un punto morto o a un’ammissione di ignoranza”.
“Il principio della saggezza è il riconoscersi ‘ignoranti’! “
Non è una mia sentenza, come tu ben sai! Molti ‘Uomini di eccelsa cultura ‘ oggi l’adottano!
Nemmeno alla Conferenza Internazionale sull’Origine della Vita tenuta nel 1996 furono presentate soluzioni. Al contrario, la rivista Science riferì che i quasi 300 scienziati convenuti si erano “arrabattati con l’interrogativo di come comparvero le prime molecole [di DNA e RNA] e come si evolsero in cellule capaci di autoriprodursi”. Le Scienze, aprile 1991, p. 79.
Per studiare ciò che accade a livello molecolare nelle nostre cellule, e anche solo per cominciare a spiegarlo, ci sono volute intelligenza e grande istruzione. È ragionevole credere che dei processi complicati si siano verificati per la prima volta in un “brodo prebiotico” senza nessuna guida, in maniera del tutto spontanea e casuale? O ci volle dell’altro?
Perché tanti interrogativi come Adamo e Eva verso…> Darwin?
Oggi si può riflettere su quasi mezzo secolo di ipotesi e su migliaia di tentativi fatti per dimostrare che la vita iniziò spontaneamente. Chi lo fa sarà senz’altro d’accordo con ciò che ha detto il premio Nobel Francis Crick a proposito delle teorie sull’origine della vita, ovvero che “ci sono tante speculazioni che corrono dietro a pochi fatti”. Dichiarazione attinta da Internet del 20 novembre 1999 di Michele Santoro. È comprensibile, quindi, che alcuni scienziati che esaminano i fatti arrivino alla conclusione che la vita è di gran lunga troppo complessa per saltar fuori anche in un laboratorio attrezzato: tanto meno in un ambiente non controllato.
Se la ricerca scientifica più avanzata non è in grado di dimostrare che la vita può essere nata spontaneamente, perché alcuni scienziati continuano a difendere queste teorie?
“Qualche decennio fa”, spiega il prof. Cassano dell’Università di Pisa, “il prof. John D. Bernal fece un’osservazione molto significativa nel suo libro L’origine della vita: “Applicando in questo caso [alla generazione spontanea della vita] i rigidi canoni del metodo scientifico, è possibile dimostrare in certi punti della trattazione come la vita non si sia potuta originare. Le improbabilità perché nascesse sono troppe, le possibilità troppo piccole”. E aggiunse: “Purtroppo per questo punto di vista si deve constatare che la vita invece esiste qui sulla Terra in tutta la sua molteplicità di forme e di attività, e che le discussioni devono essere condotte sul come spiegarne l’esistenza” “.(L’origine della vita, trad. di B. Vitale, Garzanti, Milano, 1983, p. 140.)
Da allora la situazione non è migliorata. Almeno io non sono riuscito a trovarne altre.
Ho riflettuto su cosa significa in realtà un ragionamento del genere. È come dire: ‘Da un punto di vista scientifico è corretto affermare che la vita non può essere nata spontaneamente. Tuttavia la generazione spontanea è l’unica possibilità che prenderemo in considerazione. Pertanto è necessario che le discussioni siano condotte in modo da sostenere l’ipotesi dell’origine spontanea della vita’. È un modo di ragionare che non mi convince! Mi sembra che richieda notevoli forzature!
Ad ogni modo, ci sono scienziati competenti e rispettati che non vedono la necessità di forzare i fatti per adattarli a una filosofia in voga circa l’origine della vita. Al contrario, lasciano che siano i fatti a indicare una conclusione ragionevole. Quali fatti, e quale conclusione?
Informazione e intelligenza (Adamo e Eva … verso > Darwin)
Intervistato nel corso di un documentario, il prof. Maciej Giertych, famoso genetista dell’istituto di dendrologia dell’Accademia Polacca delle Scienze, ha dichiarato: “Ci siamo resi conto dell’enorme quantità di informazione contenuta nei geni. La scienza non sa spiegare in nessun modo come tale informazione possa svilupparsi spontaneamente. Ci vuole un’intelligenza; non può nascere da eventi casuali. Non basta mischiare lettere per produrre parole”. E ha aggiunto: “Ad esempio, il complicatissimo sistema di replicazione di DNA, RNA e proteine all’interno della cellula dev’essere stato perfetto sin dall’inizio. Altrimenti non sarebbero potuti esistere esseri viventi. L’unica spiegazione logica è attribuire questa enorme mole di informazioni a un’intelligenza”.
Un esempio che mi rafforza è stato sempre quello dell’esplosione in una stamperia di una grande casa Editrice e che i caratteri di stampa una volta rientrati per forza di gravità sul pavimento si compongono dando corpo ad un’Enciclopedia. Sarà un esempio banale per te, ma a me rende perfettamente l’idea della improbabile creazione spontanea. In un’altra occasione Maciej confermò che se si volessero contare le sinapsi del nostro cervello impiegheremmo 12 milioni di anni a contarle una ogni decimo di secondo. Poi, come queste sinapsi si siano organizzate per contituire un perfetto collegamento neuronale, forse il...’caso’ è realmente fuori luogo e fuori ogni ragione!
Più cose si imparano sulle meraviglie della vita, più è logico accettare questa conclusione: la vita deve avere avuto origine da una fonte ‘Intelligente’. Quale fonte?
Come abbiamo visto, milioni di persone istruite, e non, sono giunte alla conclusione che la vita sulla terra dev’essere il prodotto di un’intelligenza superiore, di un Progettista. Sì, dopo aver esaminato l’argomento in maniera imparziale hanno riconosciuto che anche in quest’era scientifica è ragionevole essere d’accordo con il poeta biblico che tanto tempo fa disse a proposito di Dio: “Presso di te è la fonte della vita”. — Salmo 36, 10 (Bibbia monsignore Salv. Garofalo Edizione 1974).
Forse le citazioni delle scritture bibliche ti lasciano indifferente per il tuo dichiarato ateismo. No così certamente per chi crede è ha una forte fede cristiana e attinge quotidianamente in esse. Io sono uno di questi e ne traggo diletto spirituale.
Che sia già giunto a una chiara conclusione al riguardo o no, considero alcune meraviglie che mi chiamano in causa personalmente. Sarà molto utile, e potrà fare molta luce su questo argomento che ci riguarda da vicino.
Io non ho la tua cultura in materia, caro e illustre Professore, e come ignorante, mi baso maggiormente sulle cose che per me, e solo per me, hanno un senso logico.
L’atto del creare è portare all’esistenza qualcuno o qualcosa. Può anche indicare ciò che è stato creato o portato all’esistenza. L’ebraico barà´ e il greco ktìzo significano entrambi “creare” e sono usati esclusivamente con riferimento alla creazione divina.
Nelle Sacre Scritture Dio è identificato come il Creatore. Egli è “il Creatore dei cieli, . . . il Formatore della terra e il suo Fattore”. (Isaia 45, 18) È “il Formatore dei monti e il Creatore del vento” (Amos 4, 13) ed è “Colui che ha fatto il cielo e la terra e il mare e tutte le cose che sono in essi”. (Atti 4, 24; 14, 15; 17,24) “Dio . . . creò tutte le cose”. (Efesini 3, 9) - Gesù Cristo riconobbe il Padre come Colui che aveva creato gli uomini, facendoli maschio e femmina. (Matteo 19, 4; Marco 10, 6) Dio, JAHVE , è pertanto il solo ad essere giustamente chiamato “il Creatore”. — Isa 40, 28. (Taduzione cattolica ‘ Le Paoline’.)
È a motivo della volontà di Dio che tutte le cose “esisterono e furono create”. (Rivelazione 4,11) Prima che la creazione avesse inizio, Dio che è sempre esistito, era solo. — Salmo 90,1, 2; 1Tmoteo 1, 17.
Mentre Dio, che è uno Spirito (Giovanni 4, 24; -2Corinti 3, 17), è sempre esistito, non si può dire altrettanto della materia che compone l’universo. Perciò, nel creare i cieli fisici e la terra, JAHVE non usò materia preesistente. Lo si comprende da Genesi 1: 1, che dice: “In principio Dio creò i cieli e la terra”. Se la materia fosse sempre esistita, non sarebbe esatto usare la parola “principio” in relazione alle cose materiali. Invece, dopo aver creato la terra, Dio formò in effetti “dal suolo ogni bestia selvaggia del campo e ogni creatura volatile dei cieli”. (Ge 2, 19) Formò inoltre l’uomo “dalla polvere del suolo”, soffiandogli nelle narici l’alito della vita affinché l’uomo divenisse un’anima vivente. — Genesi 2, 7.
Appropriatamente Salmo 33:6 dice: “Con la parola di JAHVE i cieli furono creati, e con il soffio della sua bocca tutto il suo apparato”. Mentre la terra era ancora “informe e vuota”, e “c’erano tenebre sulla superficie delle acque dell’abisso”, la forza attiva di Dio si muoveva sulla superficie delle acque. (Geremia 1: 2) Perciò Dio usò la sua forza attiva, o “spirito” (ebr. rùach), per realizzare la sua creazione. Le cose che ha creato testimoniano non solo la sua potenza ma anche la sua Divinità. (Geremia 10: 12; Romani 1:19, 20) E poiché Dio “non è un Dio di disordine, ma di pace” (1Corinti 14: 33), le sue opere creative sono caratterizzate dall’ordine anziché dal caos o dal caso. Il Signore Dio ricordò a Giobbe che Egli aveva compiuto passi specifici nel fondare la terra e nel barricare il mare, e indicò che esistevano “statuti dei cieli”. (Giobbe 38: 1, 4- 11: 31-33) Tutte le opere di Dio, incluse quelle creative, sono perfette. — Deuteronomio 32: 4; Ecclesiaste 3: 14.
Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio unigenito, affinché ognuno che crede il Lui non perisca ma abbia vita eterna ( Vangelo di Giovanni 3:16 Mons S. Garofalo), “il principio della creazione di Dio”. (Rivelazione 3: 14) Questi, “il primogenito di tutta la creazione”, fu impiegato da JAHVE nel creare tutte le altre cose, nei cieli e sulla terra, “le cose visibili e le cose invisibili”. (Colossesi 1: 15-17) L’ispirata testimonianza dell’apostolo Giovanni circa questo Figlio, la Parola, è che “tutte le cose son venute all’esistenza per mezzo di lui, e senza di lui neppure una cosa è venuta all’esistenza”; e la Parola, divenuta carne, è identificata con Gesù Cristo. (Vang. di Giovanni 1:1-4, 10:14, 17) Rappresentato dalla sapienza personificata, questi dice: “ Il Padre stesso mi produsse come il principio della sua via”, e rivela di essere stato accanto a Dio, il Creatore, in qualità di “artefice”. (Proverbi 8:12, 22-31) Data l’intima collaborazione che ci fu tra Dio Padre e il suo unigenito Figlio nelle opere creative, e poiché il Figlio è “l’immagine dell’invisibile Iddio” (Colossesi 1: 15; - 2Corinti 4: 4), JAHVE si stava evidentemente rivolgendo al Suo unigenito Figlio e artefice quando disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine”. Genesi 1: 26.
Come vedi mio caro ispiratore di temi a me tanto prediletti, non saranno scientifici, ma questa è la mia opinione: semplice e forse anche banale per te ma sinceramente importante per me quanto la stessa vita che ho dedicata a Colui che mi ha creato! Grazie.

Umberto Polizzi



Per contatti: roberto.carson@tiscali.it
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