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ALL’AFFANNOSA RICERCA DELL’EXTRATERRESTRE!

Last Update: 3/19/2010 9:27 PM
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3/12/2010 7:46 PM
 
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Di Umberto Polizzi

Trasmetto quanto credo personalmente e lascio, senza alcuna critica, la libertà di credere ciò che riterrete opportuno di credere!
Mentre gli scienziati dibattono ancora sulla possibilità che ci sia vita nello spazio, sacerdoti dell’Osservatorio Vaticano sono arrivati alla conclusione che “gli abitanti della terra non sono le sole creature di Dio nell’universo. Dio creò anche gli extraterrestri”, riferisce il Berliner Morgenpost. Come ha spiegato George Coyne, direttore dell’osservatorio, “l’universo è davvero troppo grande per essere soli”. Per far giungere il Vangelo a questi extraterrestri, diversi monasteri stanno mandando il Nuovo Testamento nello spazio sotto forma di messaggio in codice. Ciò che il Vaticano vorrebbe ora sapere, dice il giornale, “è se Gesù Cristo si è manifestato anche su altri pianeti”, e, aggiunge Coyne, “se ha salvato pure gli abitanti di quei pianeti”. Eccellente proposito per evangelizzare l’Universo sconosciuto ancor prima di provvedere ad evangelizzare i “terreni”,quelli della porta accanto, con il distribuire la Sacra Bibbia di casa in casa.

Alla ricerca della vita nello spazio

Vita nello spazio. Cosa vi fa venire in mente? Romanzi e film di fantascienza che descrivono viaggi in razzo su lontani pianeti per esplorare nuovi mondi o comunicare con civiltà ai confini dell’universo?
Oppure prendiamo sul serio la possibilità che esista la vita al di fuori della terra, la vita extraterrestre, com’è chiamata? In tal caso forse vale la pena sapere che alcuni scienziati credono che la ricerca della vita extraterrestre (detta “esobiologia”) offra la prospettiva di avere vita più lunga, salute migliore, più pace e una conoscenza molto più vasta.
Oggi numerosi scienziati e seri pensatori si dedicano alla ricerca di forme di vita nello spazio, ad esempio su altri pianeti, e dei modi per stabilire contatti con esse. Il rapporto intitolato “La possibilità che esista vita intelligente nell’universo”, presentato al Comitato per la Scienza e la Tecnologia del Congresso americano, dice:
“Il secolare concetto che l’uomo sia solo nell’universo va gradualmente scomparendo. … Recenti stime fatte da persone di un certo livello suggeriscono la probabilità che ci siano almeno un milione di civiltà progredite solo nella Via Lattea. Si sono cominciati a cercare i metodi per stabilire contatti con queste altre civiltà”.
Che bello… se fosse vero!
Perché pensano che possano esistere altre civiltà progredite? Certi scienziati ragionano: ‘Ci sono milioni e milioni di galassie come la nostra Via Lattea, la quale soltanto ha circa 200.000.000.000 (duecento miliardi) di stelle come il nostro sole. Devono dunque esserci pianeti attorno a molti di questi soli, e civiltà progredite su alcuni di essi’. Vi sembra ragionevole? In alcuni ambienti la convinzione è così forte che in ogni parte del mondo si stanno facendo estesi sforzi per scoprire la vita extraterrestre e comunicare con essa.

Cosa si sta facendo?

Se vi recheresti ad Arecibo sui monti di Portorico trovereste un gigantesco telescopio in funzione. Non è un telescopio con lenti di vetro o specchi, né un sistema di lenti attraverso cui guardare. Si tratta in sostanza di un enorme paraboloide largo 305 metri, con un’area di raccolta di otto ettari. Non è un telescopio ottico, ma un radiotelescopio. È un’antenna di forma speciale che può captare rumori provenienti dalle immensità dello spazio. Ma potrebbe anche ricevere trasmissioni radio da civiltà progredite di altre parti dell’universo, se esistessero.
Benché il telescopio degli Stati Uniti ad Arecibo sia eccezionalmente grande -pesa 625 tonnellate - non è affatto l’unico dispositivo del genere. Unione Sovietica, Gran Bretagna e altre nazioni ascoltano pure lo spazio con strumenti di questo tipo. Si sintonizzano sull’universo, alla ricerca di messaggi intelligenti, come si sintonizza una radio portatile e si muove l’antenna per ascoltare il notiziario preferito. Si spera che non solo ci siano esseri intelligenti su altri pianeti, ma che inviino messaggi che possiamo captare.
Ci sono voluti 17 milioni di dollari (U.S.A.) per costruire il radiotelescopio di Arecibo, e ci vogliono più di quattro milioni di dollari all’anno per tenerlo in funzione. Facendo un calcolo del costo complessivo di queste apparecchiature in tutti i paesi si capisce che la ricerca della vita nello spazio è una cosa seria; molto più seria di quanto non lo sia sul nostro pianeta. Ma non è una cosa seria dei milioni di bambini, qui sul nostro pianeta, che muoiono di fame, di sete e altri milioni di AIDS- TBC- e altro …?
Ma questo è niente in paragone a ciò che costerebbe il CYCLOPS. Proposto dagli scienziati americani, il CYCLOPS consisterebbe di una serie di circa 1.500 antenne, ciascuna del diametro di cento metri, che potrebbero essere orientate all’unisono mediante elaboratore elettronico. Si calcola che questo progetto, che coprirebbe una superficie di 65 chilometri quadrati, verrebbe a costare 20.000.000.000 (venti miliardi) di dollari per la costruzione e 100.000.000 di dollari all’anno per tenerlo in funzione.
L’entusiasmo per i contatti con la vita nello spazio non spinge solo ad ascoltare. Gli scienziati inviano anche messaggi nello spazio. In pratica dicono con voce possente: ‘Ehi, voi, ci decifrate?’
Da che esistono le radio e le televisione, (cioè quelle che adoperiamo noi tutti i giorni) sono state diffuse nello spazio trasmissioni elettromagnetiche. Ma queste trasmissioni sono fatte per raggiungere altri punti della superficie terrestre, non le immensità dello spazio. Per cui si pensa che anche se su altri pianeti o in lontane galassie esistessero esseri intelligenti, probabilmente non potrebbero captare e decifrare le nostre trasmissioni radio-televisive relativamente deboli. E se si considera il contenuto di molti di questi programmi, non è certo una gran perdita.
Ad ogni modo, sono stati fatti recentemente seri sforzi per inviare nello spazio potenti messaggi. Sappiamo che è possibile, perché sono state effettuate comunicazioni radio-televisive con veicoli spaziali sulla luna e con sonde spaziali inviate su Venere e su Marte. Il 16 novembre 1974 venne compiuto un eccezionale tentativo per comunicare con lo spazio. Il radiotelescopio di Arecibo fu trasformato in un colossale trasmettitore radar per inviare un messaggio a Messier 13, un ammasso stellare ai bordi della Via Lattea, a circa 24.000 anni luce dalla terra. Se si considera che la luce viaggia a quasi 300.000 Km. al secondo, moltiplicato per 24.000 anni non ho veramente idea di quanti milioni di miliardi di miliardi di chilometri ci separano e quanto tempo dovrebbe passare perchè giunga ad essere ricevuto; e se poi il messaggio ricevuto a quella distanza viene rispedito sulla terra, i nostri operatori scientifici fra 48.000 anni gioiranno del loro fantastico successo. Il messaggio era in un codice eccezionale che gli scienziati ritenevano potesse essere decifrato da qualsiasi civiltà tecnologicamente abbastanza progredita da riceverlo.
Ma non tutti i messaggi inviati nello spazio erano così complicati. Il Pioneer 10, un veicolo spaziale inviato verso Giove e poi fuori del nostro sistema solare, portava una speciale piastra su cui erano raffigurati un uomo e una donna, una rappresentazione grafica del sistema solare e la terra per indicare a eventuali extraterrestri da dove veniva la sonda spaziale.
Un altro di questi tentativi fu fatto con un disco fonografico di rame della durata di due ore su cui erano registrati “suoni terrestri”. Questo disco fu applicato su un veicolo spaziale ‘Voyager’ inviato attraverso il sistema solare. Il disco conteneva saluti in 50 lingue, nonché il “linguaggio” delle balene e suoni come quello della pioggia, delle automobili e dei vulcani. Includeva anche brani scelti di jazz, rock ’n’ roll e musica classica.
In attesa di comunicare via radio con intelligenti forme di vita extraterrestre, altri scienziati si sono occupati di scoprire anzitutto se tale vita esiste.
Forse qualcuno di voi no, perché non eri ancora nato, ma almeno io rammento quanta eccitazione fu suscitata allorché vennero riportate sulla terra le “rocce lunari”. La domanda era: Contenevano tracce di materia viva, o di vita precedente? Purtroppo no. L’attenzione fu allora rivolta ai pianeti, particolarmente Marte.
Anche se gli scienziati seri hanno scartato da tempo la possibilità di trovare ‘uomini su Marte’, si sarebbero accontentati di trovare anche solo microscopiche forme di vita. Le sonde Viking I e Viking II, veicoli spaziali che toccarono la superficie di Marte nel 1976, contenevano laboratori speciali per analizzare il suolo marziano. Braccia meccaniche si protesero in fuori, raccolsero un po’ di terra e la portarono nei laboratori, dove fu sottoposta a lunghi e complicati esami strumentali per scoprire se c’era vita. Questo fu un notevole passo nella ricerca della vita nello spazio.
Perché? Cosa significa per tutti noi compreso coloro che accanto a voi ‘crede’?
Quanto denaro e quanta fatica: perché? semplicemente per curiosità? ‘Tutt’altro’, potrebbero rispondere gli astronomi, i biologi e anche molti uomini della strada. “La più emozionante scoperta scientifica sarebbe quella di trovare la vita su un altro pianeta”, dice l’astronomo Frank Drake del progetto Arecibo. Anche l’astronomo-biologo Carl Sagan — probabilmente il più conosciuto ed entusiasta esobiologo — esclama: “La conoscenza scientifica, logica, culturale ed etica che si può ottenere sintonizzandosi sulle trasmissioni galattiche può divenire col tempo il più significativo avvenimento nella storia della nostra civiltà”.
Ma cosa c’è in effetti da guadagnare? Chiederà qualcuno. Nel suo libro Broca’s Brain, un best-seller, Sagan avanza l’ipotesi che società tecnologicamente progredite di altri pianeti potrebbero fornirci la soluzione dei problemi terrestri: carestia, aumento demografico, energia, risorse in diminuzione, guerra e inquinamento. Con tono ancora più ottimistico, la rivista ‘Omni’ avanza questa ipotesi: “Qualche progredita civiltà potrebbe insegnarci come salvare la vita, come evitare disastri e l’autodistruzione in una guerra nucleare o con l’incurante distruzione dell’ambiente terrestre. Potrebbero anche rivelarci come si può diventare immortali”.
Leggo nella Bibbia in Genesi 3:4-5 :”A ciò il serpente disse alla donna:” Positivamente voi non morrete. Poiché Dio sa che nel medesimo giorno in cui ne mangerete i vostri occhi si apriranno e voi sarete davvero simile a Dio, conoscendo il bene e il male”.
L’uomo di scienza cerca la vita immortale e, nella ricerca spaziale, spera che qualche civiltà extraterrestre gli dia la ricetta, così il serpente “Satana” ottiene la sua vittoria su Dio e su gli uomini.
È facile capire perché tali prospettive generano entusiasmo. Ma si tratta forse di reali possibilità da prendere in considerazione per la ricerca della vita nello spazio? Perchè non cercare di rendere più accettabile e vivibile la vita qui su questo nostro pianeta e non veder più le pance gonfie degli ischeletriti bambini del terzo mondo e, subito dopo, quando il problema della fame sarà risolto, allora doniamoli in dono un Vangelo?
Potete farvi una vostra opinione sulla ricerca della vita nello spazio. Non è necessario che si tiri a indovinare. Esistono prove che potete prendere in esame e che possono influire sul vostro futuro?

Umberto Polizzi



Per contatti: roberto.carson@tiscali.it
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3/13/2010 5:06 PM
 
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Messaggio ricevuto tramite facebook

Ho letto l'articolo sugli extraterrestre, la mia personale opinione è che se vogliamo parlare di vita ultraterrena, cioè al di fuori del nostro pianeta, che dire allora degli angeli, le altre creature di Dio? Loro non sono terrestri e quindi extraterrestri, visto che addiritura ne parla la bibbia di angeli venuti dal cielo e se sono accopiate con le donne terrestre dando anche origine a una razza ibrida i nefelin.... allora perchè non creder alla vita fuori della terra....? in passato non c'erano i termini comunemente usati oggi, "extra terrestre, disco volante ecc. ecc." e il carro di fuoco venuto dal cielo che rapì Elia? noti cosa dice i punti notevole della la torre di guardia del 1/08/2005........
Cos’erano i “cieli” a cui ‘Elia ascese nel turbine’? Non erano né le parti remote dell’universo fisico né il luogo spirituale dove dimorano Dio e i suoi figli angelici. I “cieli” a cui ascese Elia erano i cieli atmosferici. (Salmo 78:26; Matteo 6:26) Sfrecciando nell’atmosfera, evidentemente il carro di fuoco trasportò Elia in un’altra parte della terra, dove continuò a vivere per qualche tempo. Anni dopo, infatti, Elia scrisse una lettera a Ieoram, re di Giuda. —
se i cieli erano quelli letterali dunque possiamo supporre che anche il "carro di fuoco" era letterale secondo il mio inutile parere,
facendo un po' di ricerca ho potuto notare che nella bibbia stessa ci sono molti racconti che fa pensare a qualcosa che va oltre la nostra immaginazione per quanto riguarda l'argomento.... cmq è soltanto un mio pensiero e non me soffermo a dare troppo peso.


Tidak



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3/19/2010 9:27 PM
 
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Tidak, prima anche io pensavo di essere l'unica a vedere gli extraterrestri nella Bibbia, invece ho scoperto che siamo in tanti a crederlo. La Bibbia è chiara per chi sa leggere. Non ci sono simbolismi o interpretazioni da far fondere il cervello.
La Bibbia non è un enigma, ma è diretta a tutti. Solo che alcune cose sono coprensibili solo oggi.
Del resto come potevano uomini primitivi descrivere un disco volante?
Tidak ti invito a leggere i libri raeliani che trovi su www.rael.org che riportano un messaggio che forse troverai interessante.
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