Testimoni di Geova: Storia, Sociologia, Teologia
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La corretta pronuncia del nome di Dio

Ultimo Aggiornamento: 22/12/2012 23.01
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24/05/2010 22.34

Tratto da "Storia del Nome di Dio" Gèrard Gèrtoux
Il Nome di Dio e la sua corretta pronuncia

Un argomento che nel corso dei secoli ha destato notevole interesse e forti dibattiti tra studiosi, linguisti, ebraisti e traduttori delle Sacre Scritture è la pronuncia del sacro nome di Dio.
Nelle Sacre Scritture Dio ha un nome chiaramente identificabile con quattro lettere ebraiche:YHWH, espressione chiamata Tetragramma.

Dalla distruzione del primo Tempio (ad opera dei babilonesi) susseguirono una catena di avvenimenti che portarono alla “scomparsa” della pronuncia originale del Nome.
Fra gli ebrei sorse una superstizione secondo cui era sbagliato pronunciare ad alta voce il nome proprio di Dio e cominciarono ad usare dei sostituti. Cominciarono col non usare più il Nome con i pagani e i pagani fecero altrettanto (probabilmente l’ultimo pagano pronunciare il nome di Dio fu Ciro poco prima del 539 a.E.V.). Inoltre, durante la deportazione e prigionia di settant’anni a Babilonia il popolo imparò la lingua aramaica (ebraico moderno), nella quale furono redatte alcune parti della Bibbia, mentre è risaputo che l’alfabeto paleo ebraico (l’ebraico antico), parlato inizialmente dagli ebrei, non conteneva vocali.
Al ritorno dalla cattività gran parte dei rimpatriati aveva dimenticato la lingua natia; (anche se il paleo ebraico fu comunque conservato). Si segnala che al tempo del gran sacerdote Simone il Giusto (circa III secolo a.E.V.) l’uso del Tetragramma era riservato unicamente al Tempio e non nelle conversazioni di ogni giorno. Col tempo, usandolo sempre meno e con l’uso ormai totale della lingua aramaica la pronuncia del Nome andò perduta e l’espressione ebraica YHWH rimase “muta”.

Oggi, l’opinione generale è che la pronuncia più corretta o più probabile (anche se incerta) sia Yahweh o Yahvé, come confermano dizionari ed enciclopedie. Inoltre si legge che la forma Jehovah o Geova è un barbarismo proveniente da una lettura sbagliata del testo ebraico.
In realtà, anche se può sembrare strano e incredibile, è noto fra gli accademici che quest’ultima affermazione è falsa!

Perché la forma Yahweh?
Questa ipotesi è avvalorata dalla presenza nella Bibbia di decine e decine di passi in cui compare la forma abbreviata Yah. Nelle Scritture Greche Cristiane ricorre la contrazione Yah nell’espressione Alleluia, che significa: “Lodate Yah”, e poi nei cantici e nei salmi delle Scritture Ebraiche (antico testamento). Gli Ebrei, mentre hanno sempre accettato di pronunciare il nome contratto (Yah), il nome per esteso (YHWH) è stato sostituito verso il III secolo a.E.V. con Adonai (Signore).
Adesso, un’abbreviazione del nome contratto di Dio Yah fu Yahu, che significa “Yah stesso”. Dato che l’ebraico fu influenzato dall’aramaico, anche la forma ebraica Yahu diventò Yaw (in aramaico), termini che inizialmente avevano una pronuncia identica (Iau). In aramaico la pronuncia della lettera w si modificò nel tempo da w → v→ b, che in greco equivale a: ou→ ô→ u→bv.La pronuncia aramaica della parola Yaw diede, in greco, la successione Iaou→ Iaô→ Iaue→ Iabe.
Prima del 1500 si era accordato poco credito alle trascrizioni greche di Iaô (iaw), ma dopo quella data la forma Iaô venne progressivamente associata al Tetragramma a sostegno della forma Yahweh. Yahweh proviene dalla pronuncia aramaica dei samaritani.

Inoltre nel 1569 il teologo ebraista Gilbert Genebrard, scrisse che la forma YHWH doveva essere letta Iehué (Egli è), introducendo il significato teologico del Nome nella ricerca della sua vocalizzazione. Partendo da Esodo 3:14 che in ebraico dice: << ’Ehyèh ‘Ashèr ‘Ehyèh >> “Io sarò quel che sarò” (ma tradotto spesso “Io sono colui che sono”), la spiegazione suppone che il nome Yahveh derivi dalla radice haiah, “essere” nella sua forma verbale di imperfetto, ovvero che la pronuncia del Nome si debba ricercare nella sua etimologia ^.

^[Se tutti i biblisti riconoscono che le etimologie bibliche sono talvolta sconcertanti (perché spesso si tratta di giochi di parole), sono rari quelli che accettano questa evidenza per il Tetragramma. Uno studio sulle etimologie bibliche concernenti i nomi propri ha mostrato che, nella metà dei casi, queste etimologie mantenevano un rapporto elastico con l’etimologia “linguistica” e che, in un quarto dei casi, non c’era nessun rapporto, a parte l’assonanza delle parole. Come vedremo il metodo dell’etimologia linguistica non è appropriata per ricercare la pronuncia dei nomi ebraici].
Che dire della forma Yehowah o Geova?

Il nome Geova è stato definito da studiosi “ibrido”, “sgorbio”, “mostro filologico”. Barbarismo derivante da un’erronea lettura della Bibbia ebraica. Qualcuno ha detto: “Geova non è effettivamente un termine biblico e non c’è giustificazione per l’inserimento di questo termine”(RHODES, 1993, pp. 50-51)
Come mai, dato che tale forma si nota in tante traduzioni della Bibbia prima del 1900, come anche in diverse chiese?

Partiamo dal lavoro compiuto dai Masoreti, i copisti che, a partire dal VI secolo E.V., decisero di punteggiare il testo ebraico per salvaguardarne tanto la pronuncia autentica quanto l’assonanza vocalica corretta, indicando cioè, con un gruppo di punti quale fosse la vocale da pronunciare. Lo scopo dei Masoreti era di preservare la scrittura e la pronuncia originale del testo biblico ebraico.
I precursori dei Masoreti, i Soferim, copisti delle Scritture Ebraiche, furono coloro che tolsero in 134 luoghi del testo ebraico il Tetragramma YHWH sostituendolo con Adonai (Signore). Fortunatamente essi localizzarono questi 134 luoghi, così che i Masoreti poterono individuarli.
I Masoreti inizialmente punteggiarono solo le parole dubbie del testo, in seguito, verso il IX secolo lo stesso trattamento venne esteso all’intero testo.

Come vocalizzarono il Tetragramma?
Quello che oggi molti pensano, perché è quello che si racconta, è che i Masoreti vocalizzarono le quattro lettere del Tetragramma con le vocali di AdOnAi, per ricordare al lettore di leggere Adonai invece del Nome. Ma se così fosse, il Nome avrebbe preso la forma Yahowah, mentre invece la forma che è pervenuta è Yehowah. Riguardo a questo cambiamento, alcuni studi di notevole spessore giustificano il cambiamento della prima vocale a in e su basi grammaticali!

In realtà la ragione di questo cambiamento di a in e è semplice. Se il Tetragramma fosse stato effettivamente vocalizzato YaHoWaH, questa forma avrebbe presentato un problema di lettura. Se un lettore avesse letto le vocali di quella parola con le sue consonanti avrebbe pronunciato una bestemmia, perché nella Bibbia la parola HoWaH (Isaia 47:11;Ezechiele 7:26) significa “calamità”, e quindi l’espressione YaHoWaH, alla lettera, equivale a “YaH è calamità”. Così, i Masoreti hanno scelto altre vocali. Siccome indicavano questo nome con la sua espressione aramaica SHeMa’, (che significa “Il Nome”), hanno semplicemente punteggiato il Tetragramma con le vocali e, a della parola SHeMa’, ottenendo la forma YeHWaH per indicare che il Nome deve essere letto Adonai.
Successivamente si è prodotta un’evoluzione dei “qere” (cioè le vocali masoretiche della parola da leggere) del nome divino. Le due forme YeHWaH (Adonai) e YèHoWiH (Elohim)* si influenzano reciprocamente, infatti dopo il XII secolo E.V. appaiono anche le forme YeHoWaH e YèHWiH. (*All’inizio il Tetragramma (solo nell’espressione Adonai YHWH) fu punteggiato con le vocali della parola Elohim, (YéHoWiH) evitando così al lettore la ripetizione Adonai Adonai).

Così, la forma attuale YeHoWaH, che si trova nelle Bibbie ebraiche, è frutto di una lunga storia.

Perciò quello che viene insegnato oggi è che, proprio perché la forma Geova (in italiano) proviene dall’inserimento delle vocali di Adonai nel Tetragramma e non le sue effettive vocali, questo nome è solo un barbarismo e non può essere la pronuncia del nome di Dio.

Le cose stanno davvero così? Le forme Geova o Yehowah o Jehovah provengono realmente dalla vocalizzazione che i Masoreti fecero del Tetragramma?
Vediamo.

La vocalizzazione del Tetragramma: Yehowah o Yahweh?

Pochi sanno che questo nome YHWH si legge senza difficoltà, in quanto si pronuncia com’è scritto, o secondo le sue lettere.
Infatti, fino al 70 della nostra era i sommi sacerdoti, il giorno del Yom Kippur (Annuale giorno dell’espiazione, festa solenne caratterizzata dal digiuno e dall’esame di coscienza) leggevano la benedizione di Numeri 6:24-27 pronunciando YHWH secondo le sue lettere, ovvero come si scrive.
Il Talmud (testo sacro dell’ebraismo) precisa che nel Tempio, antecedentemente alla sua distruzione, il Nome si pronunciava “come si scrive” o “secondo le sue lettere”.
Giuseppe Flavio (storico e scrittore 37-100 E.V.), il quale conosceva bene la classe sacerdotale dell’epoca, precisò che, di fronte all’assalto dei Romani contro il Tempio, gli Ebrei invocarono il nome di Dio. Egli diede solo un’indicazione (della massima importanza) su quella pronuncia che non voleva svelare. Ne La Guerra Giudaica scrisse: “Il sommo sacerdote aveva il capo coperto da una tiara di lino… circondata da un’altra corona d’oro, che portava in rilievo le lettere sacre, consistenti in quattro vocali”.
Come hanno dimostrato gli scritti di Qumran (Rotoli del mar Morto), prima del sesto secolo della nostra era i nomi ebraici erano vocalizzati grazie alle tre lettere Y,W,H.(Proprio le lettere del Tetragramma).
In ebraico le consonanti Y, W e H servono da vocali e chiamate “madri di lettura”. Gli scritti di Qumran hanno mostrato che nel primo secolo:
La lettera Y era letta I (o E), la lettera W era letta U (o O) e la lettera H era letta A (alla fine delle parole).
Esempi:
YH veniva letto IA
YHWDH veniva letto IHUDA (Giuda)
YSW’ veniva letto ISUa’
Se il nome non conteneva vocali, si inseriva spesso la vocale A, come per es. YSHQ = IsaHaQ (Isacco)
Per sentire meglio la lettera H, quasi impercettibile, si poteva aggiungere una e muta, così il nome IHUDA diventa IeHUDA, che è l’esatto equivalente del nome ebraico Yehudah e ISUa’ diventa IeSUa’.
Questa lieve correzione dà per il nome YHWH (letto letteralmente IHUA), la pronuncia IeHUA (Iehua) o IeHOA (Iehoa), l’equivalente della interpunzione masoretica YeHoWaH.
Si possono verificare queste equivalenze su migliaia di parole.
Questo metodo di vocalizzazione è chiamato appunto metodo di lettura delle lettere, ovvero si presume che, quando un nome viene scritto per esteso, la vocalizzazione secondo le lettere corrisponda alla sua vocalizzazione reale.

Questo è solo uno dei metodi usati per ripristinare la pronuncia ebraica di un nome.
Altri tre metodi sono:
Metodo dell’etimologia. Si presume che il nome rifletta la sua etimologia (significato del nome), quando essa esiste.
Metodo dei testimoni. Si presume che i nomi greci della Settanta abbiano conservato le vocali originali.
Metodo dell’onomastica. Si presume che quando un nome veniva integrato in un altro non subisse deformazioni. Metodo piuttosto affidabile perché i nomi si conservano molto stabili nel tempo. (Il nome divino è estremamente favorito al riguardo, poiché fu integrato in centinaia di nomi propri [Nomi teoforici])

Dei quattro metodi di ricostruzione, quello dell’etimologia biblica, che è di fatto un insegnamento religioso, in realtà non può essere usato come metodo per scoprire come un certo nome veniva pronunciato, in quanto l’etimologia biblica è basata più su un gioco di parole o su un’assonanza tra le parole che su una rigida definizione grammaticale.
Il metodo dell’onomastica e di lettura delle lettere sono i metodi più affidabili, che insieme al metodo dei testimoni danno risultati concordanti.

Analizziamo il metodo dell’onomastica, considerando adesso i nomi teoforici (Nomi propri che contengono il nome, abbreviato o esteso, del nome di Dio). [Anche le religioni pagane ci forniscono numerosi esempi di nomi teoforici, composti con il nome di un dio o di una dea. Ad esempio per gli Assiri, il nome del Dio Assur si ritrova in Assurbanipal; il nome fenicio Annibale e altri contengono il nome Baal, ecc.]
La tradizione ebraica è coerente fin dai tempi di Abraamo. Partendo dalla Torah di Mosè per arrivare ai nostri giorni, gli ebrei riconoscono tramite i loro nomi personali la sovranità di Dio. Dal punto di vista biblico, il nome dato a un bambino era un atto di riconoscimento verso Dio che l’ha donato. Mentre oggi un nome è scelto soprattutto per il suo suono piacevole, in passato la scelta dipendeva dalla piacevolezza del suo significato. I nomi ebraici sono composti o da El (dio), o dal Tetragramma YHWH, o dalla sua forma breve Yah.
Ora, secondo il testo masoretico, dall’elenco di tutti i nomi teoforici dell’epoca che avevano una parte del Tetragramma (YHW-) all’inizio della parola, si pronunciavano senza eccezione YeHO-.
Inoltre la vocale a segue molto spesso la sequenza YeHO-, il che dà la sequenza normale YeHO-()a (In uno studio sui nomi biblici si è constatato che non si troverà mai la sequenza YeHO-i, YeHO-è ecc.)

Come è stato già detto, nelle Scritture Greche Cristiane ricorre la contrazione Yah nell’espressione Alleluia, che significa: “Lodate Yah”, e nelle Scritture Ebraiche nei cantici e nei salmi.
Così come ci furono dei nomi teoforici elaborati dal nome in forma estesa, che iniziavano con Yeho-, o con la sua forma abbreviata Yo-, così si diffusero anche dei nomi teoforici derivati da Yah. Tuttavia, sia nella Bibbia greca( Settanta) sia in quella ebraica salta all’occhio una differenza fondamentale: gli Ebrei si sono preoccupati di far iniziare i loro nomi con Yeho- (oppure Yo-) o di farli terminare con –yah, ma non avviene mai il contrario, senza eccezioni. Tra le centinaia di nomi teoforici riportati nella Bibbia è impossibile trovarne anche solo uno che cominci per Yah-.
Di conseguenza, poiché il Tetragramma è il nome teoforico per eccellenza, la sua lettura, per essere coerente con l’insieme degli altri nomi teoforici, dovrebbe avere la sequenza YeHô- aH o IeHOA.

Dunque coloro che vocalizzano YHWH in Yahweh sono costretti ad ammettere che il Tetragramma, nome teoforico per eccellenza, non appartiene alla famiglia dei nomi teoforici, ma questo è un’evidente assurdità. E’ chiaro che il nome Yahvé è completamente isolato dagli altri nomi teoforici: Giosuè, Gionatan, Gesù, Giovanni, ecc.

[Un appunto sul nome Gesù
Se da una parte, studiosi, critici, religiosi o “antigeovisti” dicono di pretendere la pronuncia corretta del Nome di Dio per poterlo pronunciare, dall’altra, questi stessi non fanno il ragionamento equivalente con gli altri nomi biblici. Prendiamo l’esempio più importante, quello del nome Gesù. Forse pochi sanno ( o chi lo sa, preferisce ignorarlo) che il nome di Gesù non è di certo la pronuncia originale ebraica o quella comune ai suoi giorni. Inizialmente il nome Gesù, fu una trasformazione del nome Hoshéa in Yehoshoua’; questo venne in seguito abbreviato in Yéshua’. Poi Yéshoua’ fu pronunciato Yéshu’ in aramaico che divenne poi in greco Ièsous o Ièsoua o Ièsoun. Oggi lo conosciamo come Gesù in italiano o Jesus in inglese. Perché Geova bisogna pronunciarlo nella sua forma originale mentre non vale lo stesso per Gesù? E che dire di tutti gli altri nomi biblici, i quali tutti in qualche modo hanno avuto delle trasformazioni? Dovremmo allora tradurre tutti i nomi biblici come li si pronunciavano in ebraico? E’ chiaro che un ragionamento del genere non è ragionevole!]


Riassunto della storia del nome di Dio nell’era cristiana:
Intorno al 1100-1200 due studiosi ebrei, Maimonide e Giuda Halevi fornirono delle informazioni che segnarono una svolta nella storia del Nome. Entrambi ricordarono (nei loro scritti) che il Tetragramma si leggeva secondo le sue lettere o vocali. Partendo da questo presupposto da quel periodo in poi, alcuni, come Gioacchino da Fiore e Innocenzo III, cercarono di vocalizzare il Tetragramma con le sue lettere, ma dando una traslitterazione greca (IEUE o IEVE); ma l’espressone “pronunciato secondo le sue lettere” è perfettamente esatta solo in ebraico. Anni a seguire si fecero progressi nella conoscenza della lingua ebraica e l’erudito Fabre D’Olivet portò ad un miglioramento della lettura del Nome in I-H-O-A.
Tra il 1400 e il 1500 Pietro Galatino cercò di mettere ordine nelle varianti di pronuncia del Tetragramma. Nel suo libro De arcanis catholoce ueritas dimostrò che la trascrizione migliore era la forma I-eh-ou-a (Iehoua #vedi nota). Così dopo il 1520, quando si ripubblicarono le opere antiche, le diverse vocalizzazioni del Tetragramma, furono progressivamente sostitutite da una sola, considerata la più affidabile: Iehoua o Iehouah.(Uno di quelli che usò frequentemente questo nome nella traduzione della Bibbia, fu William Tyndale)

L’apparente accordo generale sulla pronuncia, però, non durò a lungo. Questa volta l’origine del disaccordo venne paradossalmente da un’accresciuta conoscenza delle regole della grammatica ebraica.
Sante Pagnini (1470-1541) forse il miglior ebraista del suo tempo, pubblicò nel 1529 “Thesaurus”, nel quale spiegò che la parola yhwh, da lui vocalizzata in Yèhèweh, proveniva dal verbo “essere” (hawah) e che, in aramaico, questa parola yhwh significava “egli sarà”. Johannes Mercerus, d’accordo con l’idea di Pagnini, nel suo commentario al libro di Genesi, spiegò che, secondo Esodo 3:14, il Tetragramma significava “Egli sarà”. Per un concorso di circostanze, proprio queste informazioni, tuttora considerate valide (fatta eccezione per alcuni dettagli), furono all’origine di una grande confusione a proposito del Nome.
Prima di quella data (1500), si era accordato poco credito alle trascrizioni greche di Iaô (iaw), che al massimo venivano talvolta associate alla forma ebraica Yahu del nome divino. Dopo quella data, la forma Iaô venne progressivamente associata al Tetragramma a sostegno della forma Yahweh. Stranamente le posizioni si rovesciarono e la quasi totalità dei teologi esplorò questa nuova pista riguardo alla vocalizzazione del Nome (YHWH= “Egli sarà”), confondendo l’etimologia e la spiegazione biblica.
Inoltre crebbe il sospetto riguardo la forma Iehoua, che fosse una forma migliorata del nome Jupiter(Ioua-pater). Tale sospetto crebbe progressivamente e nel 1569 il teologo ebraista Gilbert Genebrard, nel suo libro sulla Trinità, affermò che il nome Iehoua era il risultato di un’evoluzione del nome pagano Ioue (Giove); egli precisò che la forma yhwh doveva essere letta Iehué (Egli è)(Genebrand introdusse così il significato teologico del Nome nella ricerca della sua vocalizzazione).Benito Montano, in un suo libro spiegò che i Masoreti non avevano mai letto il nome divino come Iehovih o Iehovah e disse che la pronuncia antica era Iehveh. Inoltre nel 1596, il cardinale Roberto Bellarmino concluse che la forma Iehoua era erronea, in quanto aveva le vocali di Adonai.Nel 1603 Jan Drusius, pubblicò un articolo nel quale suppose che la forma Yeheweh (vocalizzata così da Sante pagnini) provenisse da Iahave o Iahveh. Nel 1650 Louis Cappel pubblicò un articolo nel quale confermò che la radice del nome doveva essere Iah-. Così la forma Iahuè finì per imporsi su tutte le altre. Questa costruzione per giustificare la forma Yahweh mise in crisi certi traduttori che avevano usato la forma Iehoua (usato nella maggior parte delle Bibbie per quattro secoli, 1500-1800 circa). Verso la fine del XIX secolo, alcuni iniziarono ad usare questa “nuova” forma nelle loro traduzioni. Infine all’inizio del XX secolo, Iehoua o Yehova fu ampiamente messo in discussione e Yahweh divenne la forma dominante. Comunque, visti i continui progressi nella conoscenza dell’ebraico, alcuni linguisti ebbero da dire sulla finale –eH; Così il dibattito si riaccese e sono state proposte nuove forme. Queste nuova disputa seminò dubbi nella maggioranza dei traduttori, così che a scanso di equivoci, molte delle attuali edizioni scientifiche rifiutano di vocalizzare il Tetragramma e ritornano alla forma “muta” YHWH.

#Se Pietro Galatino avesse trascritto direttamente la forma masoretica, avrebbe ottenuto Yehouah e non Iehoua. La forma Iehoua è evidentemente molto vicina alla forma masoretica, tuttavia non è completamente identica. Contrariamente a quanto affermano proprio i dizionari attuali, questa forma vocalizzata non deriva da una lettura erronea del tetragramma nella Bibbia ebraica. Di fatto, questa vocalizzazione del nome divino in Iehoua è davvero sorprendente, in quanto la sua somiglianza con la forma masoretica costituisce una strana coincidenza (?)
Inoltre, questo complesso processo si è svolto all’insaputa dei protagonisti. Si può desumere, se Dio ritiene davvero importante il suo nome, che tutte quelle coincidenze non furono fortuite. Effettivamente il Nome è stato protetto, con un particolare “divertente”: è stato codificato con le sue proprie vocali, cosa che è il massimo per un codice. Di conseguenza, nella polemica sul Nome, forse gli sprovveduti non sono coloro che adottano la lettura “ingenua” Yehowah, come invece qualcuno vorrebbe dare da intendere.
Inoltre il noto professore George Wesley Buchanan, che ha scritto a favore di una forma ebraica trisillabica del Nome, ha scritto che “nelle intere Scritture non vi è nome contenente il tetragramma che allo stesso tempo ometta la vocale assente nella pronuncia Yahweh” e che c’era un solo gruppo di persone che pronunciava il nome divino in modo simile alla pronuncia Yahweh, i Samaritani; ma tutti gli altri esempi dell’antichità mantengono la vocale centrale. Inoltre sottolinea “che il nome Yahweh non suona neppure semitico” se confrontato ad altre forme del nome divino, presenti in alcune sezioni della Bibbia. Fornisce esempi tratti dal capitolo 15 di Esodo usando “Yahweh” e “Yahowah” nelle stesse frasi. Quelle con Yahowah “suonano dolci e poetiche”, mentre quelle con Yahweh “suonano rozze e aritmiche”.

Epilogo
Alcuni affermano che sarebbero pronti a usare il nome di Dio, a patto di conoscerne l’esatta pronuncia. Ma se per esatta intendono la pronuncia del tempo di Mosè sono come “un campione nel salto con l’asta che pone l’asta troppo in alto”…anche lui sbaglierà! Volendo ricorrere a testimonianze così remote, costoro finiscono di considerare errata la pronuncia usata dai sommi sacerdoti del Tempio nel primo secolo e da Gesù nella sua lettura ad alta voce del testo di Isaia. Sarebbe il massimo della presunzione supporre che né il sommo sacerdote, né Gesù pronunciassero correttamente il nome.
Alcuni allora si barricano dietro l’impossibilità di sapere come si pronunciava il Nome nel primo secolo. Questa obiezione è confutabile, perché, come abbiamo già visto, a quell’epoca i nomi teoforici che hanno una parte del Tetragramma inserita all’inizio, si pronunciavano tutti senza eccezione YeHô-. Di conseguenza, poiché il Tetragramma è il nome teoforico per eccellenza, la sua lettura, per essere coerente con l’insieme degli altri nomi teoforici, dovrebbe essere YeHô- aH.
Gesù quando lesse in una sinagoga una parte del testo di Isaia (Luca 4:16-20; Isaia 61:1), incontrò il Tetragramma. Anche se si fosse trattato della versione dei Settanta, quella traduzione conteneva il Nome e non “Signore”, come si può constatare in tutte le copie del testo datate prima del 150 E.V.

Alcuni ribatteranno che le testimonianze greche della pronuncia del Nome del primo secolo sono tutte in Iaô. Ma queste testimonianze, seppur fidate, si sono evolute nel tempo, confermando ad un certo punto che Iaô era la pronuncia del sostituto ebraico Yahu (YaW in aramaico) e non del Tetragramma. Infatti al forma Iaô tra il 150 e il 300 diventa Iaué e dopo il trecento Iabé.
Abbiamo compreso che le testimonianze di quel tempo precisano che nel Tempio, antecedentemente alla sua distruzione, il Nome si pronunciava “come si scrive” o “secondo le sue lettere” e che era scritto con “quattro vocali”, “le madri di lettura YWH”.

Fu grazie a queste osservazioni, comprese dagli ebraisti solo verso la fine del XII secolo, che gli eruditi cristiani determinarono la pronuncia del Nome, e non tramite una lettura errata del Tetragramma nella Bibbia ebraica, come credono alcuni specialisti (si avrebbe in questo caso la forma Yehouah piuttosto che Iehoua). Certo è strano che i Masoreti abbiano deciso di scegliere la punteggiatura e, o, a, dato che pronunciavano il nome Adonai. Il “caso” ha voluto che essi scegliessero per prime le vocali e, a della parola aramaica Shema’ (Il Nome) e che poi dopo il 1100, sotto l’influsso della vocale o comune ad Adonai e a Elohim, si generò una “mescolanza”, con la trasformazione del gruppo e, a in e, o ,a.
Gli studiosi moderni obiettano allora che non si dovrebbe accordare troppa importanza al testo biblico e (trasformando paradossalmente il loro dubbio in certezza) che in ogni caso ci sono troppe incognite.
Si, la storia del nome divino e il recente studio compiuto sui nomi teoforici fa luce sulla corretta pronuncia del Tetragramma YHWH. “Coloro che asseriscono che il nome divino è spesso mal pronunciato Geova, mostrano di non capire le questioni coinvolte nell’uso del termine trisillabico Je-ho-vah al posto di quello molto meno accurato e approssimato, Yah-weh. E’ un vero peccato che pubblicazioni recenti continuino a diffondere informazioni imprecise riguardo alla pronuncia del nome divino”.(Greg Stafford). Si, la vocalizzazione che troviamo oggi in Ge-o-va non è un barbarismo, ovvero il risultato della punteggiatura dei Masoreti, come si da ad intendere!
Le prove mostrate ci fanno concludere che la forma popolare “Yahweh” tanto esaltata oggi, non è l’originale e corretta pronuncia del Nome usata dagli ebrei (al massimo dai samaritani). Piuttosto la forma trisillabica tanto discussa e sconsacrata Yehowah (Jehovah o Geova) è la pronuncia che molto probabilmente è più corretta o comunque più probabile nonché vicina alla pronuncia ebraica e a quella del I secolo.

(Fonte principale delle informazioni trattate:
“STORIA DEL NOME DI DIO” di Gèrard Gertoux, ebraista e specialista del Tetragramma; + altri commenti)
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Ulteriori informazioni sul libro STORIA DEL NOME DI DIO - Un recente studio che fa luce sulla corretta pronuncia del Sacro Nome; Gèrard Gertoux; Azzurra7

tdgstoriasoctel.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd...



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16/12/2012 10.30

nome di DIO in arabo
JEL-IEJ-IEJUA...
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21/12/2012 00.21

La Bibbia di re Giacomo (King James Version, KJV, come è conosciuta principalmente negli USA), o Versione Autorizzata (Authorized Version, come è conosciuta principalmente nel Regno Unito)rende il nome divino o tetragramma biblico con LORD tutto maiuscolo, anche se in sette passi (Genesi 22:14; Esodo 6:3; 17:15; Giudici 6:24; Salmo 83:18; Isaia 12:2; 26:4) viene reso Jehovah.
(da Wikipedia)
Walter Simoni

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22/12/2012 16.18

corretta pronuncia
allora in arabo non si pronuncia proprio così? apparte il tipo di scrittura ,come si pronuncia?
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22/12/2012 23.00

Re: corretta pronuncia
luluana2011.1978ana2011, 22/12/2012 16:18:

allora in arabo non si pronuncia proprio così? apparte il tipo di scrittura ,come si pronuncia?




Luana ... io ho solo aggiunto una nota in più ... non mi riferivo al tuo commento sul modo in cui è reso in arabo il nome divino. Non conosco l'arabo e non saprei risponderti.
[Modificato da Walter.Simoni 22/12/2012 23.01]
Walter Simoni

walter.simoni@yahoo.it
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