Testimoni di Geova: Storia, Sociologia, Teologia
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Testimoni di Geova ... "fondamentalisti"?

Last Update: 5/20/2011 5:11 PM
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5/13/2011 4:22 PM
 
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intervista da confutare
Al link di cui sotto, compare l'intervista a cura di Elena Tebano, ad un ex tdG.
Le "informazioni" che rivelerebbe il fuoriuscito all'intervistatrice, sanno più di "disinformazione".
E' vero che a volte alcuni non hanno equilibrio e, in ogni cosa (non solo in ciò che riguarda la fede) si esagera esasperando le cose al punto da trasformare una cosa così bella, come la fede, in un vero incubo.
Vi invito alla lettura dell'intervista e gradirei che alla fine postaste il vostro punto di vista, obiettivo, onesto e leale.

Da cosa dipende la reazione di quest'uomo: da una disciplina familiare rigida, legata ad un'esperienza circoscritta, oppure nel panorama mondiale i tdG vivono davvero questo fondamentalismo esagerato ed esasperato, come racconta questo signore? I giovani tdG sono privati così esageratamente della loro individualità o della loro libertà? Se così fosse, immagino che la stragrande maggioranza dei giovani tdG vivono la fede come un trauma?
Come stanno realmente le cose?
Esprimete pure il vostro punto di vista, dopo di che, visto che nel link compare l'indirizzo e-mail dell'intervistatrice, potreste anche decidere di scrivere anche a lei la vostra opinione.

Buona riflessione.

http://city.corriere.it/2011/05/13/interviste.shtml


Sono cresciuto tra i fondamentalisti
Emidio Picariello Nato in una famiglia di Testimoni di Geova, in “Geova non vuole che mi sposi” (Editori Riuniti) ha raccontato come ne è uscito.

Lei descrive una sorta di mondo parallelo, in cui come Testimone di Geova non poteva festeggiare i compleanni, o leggere Topolino. Come è possibile?

Perché i Testimoni di Geova prendono alla lettera la Bibbia. E, per quanto riguarda i compleanni, nella Bibbia ne sono raccontati solo tre. Sono festeggiati da persone malvagie e in tutti muore qualcuno. Quindi non si celebrano.

Topolino che c’entra, mica è nella Bibbia?

Ci sconsigliò di leggerlo un “sorvegliante di distretto”, uno dei pastori di più alto livello. E i miei, che erano particolarmente fondamentalisti, si adeguarono.

Con quale argomento?

Il cattivo esempio: Paperino è un nullafacente che sfugge ai suoi doveri. Paperone è un avaro, Gastone è fortunato, ma la fortuna non esiste, perché Geova ci ha lasciato il libero arbitrio. Qui, Quo e Qua sono disobbedienti. E Amelia è una strega, colpevole di spiritismo, la cosa peggiore che ci sia.

Dal suo libro emerge una religione quasi medioevale, che nega le più elementari libertà civili: le donne sono subordinate agli uomini, tanto che sua madre non poteva chiedere a suo padre di andare a prendere il vino...

No, poteva solo dire “è finito il vino”, perché l’uomo - dice la Bibbia - è il capo della donna. E lei non può comandarlo, né parlare nelle pubbliche assemblee.

Lei non poteva neppure essere “troppo” amico dei bimbi che non erano Testimoni.

La Bibbia dice: “Le cattive compagnie corrompono le utili abitudini”. E quindi le famiglie più “spirituali” frequentano le “persone del mondo” solo quando è necessario. Quando ho iniziato a frequentare il mio primo vero amico, alle superiori, ho dovuto convincermi che lo facevo per predicargli la verità, visto che non era credente.

Sono aspetti dei Testimoni di Geova che la gente comune non conosce. Perché?

Perché non si vogliono far sapere.Gli stessi Testimoni di Geova li scoprono solo dopo un po’. All’inizio si vedono solo gli aspetti positivi: le persone sono accoglienti, attente ai tuoi bisogni: nelle sette di solito si entra per bisogno. Poi quando sei dentro, ci sei. A quel punto scattano gli obblighi.

Ha detto che i suoi genitori sono fondamentalisti. Cosa li rende tali?

I fondamentalisti sono persone che costruiscono tutta la propria vita sulla religione: la fede è il centro di qualunque scelta. La religione è l’unica cosa per cui vale la pena di vivere e condiziona tutto ciò che si fa.

E questo secondo lei succede anche con altri fanatismi, come quello islamico?

Anche con quello islamico o cattolico. È come se tu avessi qualcuno che prende le decisioni per conto tuo. Ti consente di non farti carico dei tuoi problemi, ti sgrava del peso di te stesso. Deleghi a qualcun’altro.

Cioè?

Non devi preoccuparti di scegliere il partner migliore per te, ma quello più “spirituale” possibile. Non devi preoccuparti di trovare un lavoro che ti soddisfi, ma quello che lascia più tempo per predicare. Non devi essere responsabile della tua vita: se va male, sono prove del diavolo. Se va bene, è una benedizione di Geova.

Ma perché una persona dovrebbe volere una cosa del genere?

Quanto meno sei in grado di gestire una cosa, tanto più diventi rigido nel delegarla a qualcun’altro. Pensi ai malati di gioco d’azzardo che fanno un contratto con i casinò e li pagano ogni mese perché non li facciano entrare. È lo stesso meccanismo di chi si sceglie una religione che gli vieta di essere gay, o gli impone regole rigide di altro tipo.

Oggi si teme molto il fondamentalismo islamico. E c’è l’idea che per combatterlo, si debba tornare alle radici cristiane. Lei è d’accordo?

No. Quando ero bambino e mi dicevano “Buon Natale”, che io come Testimone di Geova non festeggiavo, mi sentivo ancor più Testimone di Geova. Ero rinforzato nella mia identità “diversa”. Più sei fondamentalista, di qualsiasi altra religione, più uno Stato “cattolico” rafforza il tuo fondamentalismo. Per questo lo Stato dovrebbe essere più laico possibile.

Lei ha abbandonato la sua religione, ora è un “disassociato”. Come ci è arrivato?

Grazie al fondamentalismo dei miei! Quando mi sono reso conto che non riuscivo ad aderire alle regole di mio padre, quel “io non ce la faccio” mi ha concesso una possibilità nuova: potevo non essere così.

Così, però, per i suoi lei è “morto”, non hanno neanche partecipato alle sue nozze (da qui il titolo del libro): ne valeva la pena?

La libertà intellettuale, emotiva e spirituale che ti dà prenderti la responsabilità della tua vita, anche dei tuoi fallimenti, è impagabile.

Elena Tebano
elena.tebano@rcs.it




[Edited by Walter.Simoni 5/13/2011 4:23 PM]
Walter Simoni

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5/13/2011 9:49 PM
 
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Sono tdG sin da quando ero piccolo. L'atteggiamento della Congregazione centrale è sempre stato quello di salvaguardare i propri giovani, raccomandando, informando, proteggendoli dalle brutture di questo mondo e dai falsi luccichii, dalla falsa liberta'.

Personalmente sono grato alla Congregazione e al CD per essersi presi cura di noi giovani dandoci le giuste direttive.
Dal momento che i miei genitori (al contrario di quelli del caso in questione) non sono mai stati tdG, nè hanno mai appoggiato la mia scelta, ma si sono opposti con forza e decisione, la cura, l'interessamento e l'educazione morale e spirituale ricevuta dalla Congregazione e da chi la dirige, hanno ottemperato al ruolo che avrebbero dovuto assolvere i miei genitori. Per questo sono grato a Geova (mio Padre) e alla Congregazione (mia Madre) per l'educazione impartitami, per come l'anno impartita e per l'amorevole interessamento che ho visto in questi quando a volte i loro consigli mi apparivano esagerati.

Una volta diventati adulti si riesce a fare una stima obiettiva e leale, e ripeto, ho avuto il prezioso privilegio di essere cresciuto con la famiglia mondiale dei tdG!

Mi è capitato di vedere atteggiamenti così drastici e fanatici, simili a quelli raccontati dal signore dell'intervista, ma non riguardano le famiglie comuni dei tdG . A volte questi comportamenti sono soliti in quelle famiglie che mancano di equilibrio spirituale, incapaci magari di distinguere i consigli dai comandi e le esortazioni dalle imposizioni. Ma in queste famiglie il problema non riguarda solo la religione, vissuta con atteggiamento fondamentalista, ma qualunque altra faccenda della sfera familiare viene fatta e vissuta con esagerato fanatismo.

E' facile poi attribuire colpe ad altri, facendo le vittime della situazione!
L'onesta' intellettuale deve saper indurre l'uomo onesto con se stesso ad una valutazione che non scarichi colpe e non demonizzi gli altri, ma sappia comprendere la radice del problema.


Shalom
biblista
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5/13/2011 11:15 PM
 
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Da questa intervista si evince chiaramente che il problema non scaturisce dalla comunità dei TdG nel suo insieme, bensì dall'atteggiamento estremista con cui vivevano la propria religiosà i genitori dell'intervistato e dalle restrizioni che gli imponevano.

L'estremismo religioso, come anche il bigottismo e il fanatismo, sono realtà presenti in tutte le realtà religiose, tuttavia non è corretto colpevolizzare la religione d'appartenenza dell'individuo. Ad esempio, ci sono molti cattolici, protestanti o musulmani estremisti (quest'ultimi non esitano a uccidere per la loro fede), ma da ciò non possiamo definire il cattolicesimo, il protestantesimo o l'islam siano religioni estremiste. La maggior parte dei fedeli hanno un'atteggiamento moderato, ma purtroppo ci sono dei singoli o delle cellule che vivono la loro fede con eccessi di fanatismo irrazionale e violento.

Anche fra i TdG può capitare che vi sia qualcuno che viva la propria fede in modo troppo restrittivo, ma obiettivamente non si può colpevolizzare l'intera comunità.

Sono sicuro che Emidio Picariello, l'intervistato, sia a conoscenza del fatto che le restrizioni subite non siano state imposte da chi prende le direttive fra i TdG, ma che si tratti di un problema circoscritto nell'ambito della sua famiglia. Tuttavia egli vorrebbe lasciare intendere che tutti i TdG, cosa assolutamente non vera, siano estremisti. Anzi, i TdG condannano gli eccessi, anche quando si tratta di ardore religioso o zelo insensato. Non credo sia onesto da parte dell'intervistato colpevolizzare gente moderata quali i TdG, semplicemente per sfogare il rancore che nutre verso i propri genitori.



Per contatti: roberto.carson@tiscali.it
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5/13/2011 11:22 PM
 
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Lei descrive una sorta di mondo parallelo, in cui come Testimone di Geova non poteva festeggiare i compleanni, o leggere Topolino. Come è possibile?

Perché i Testimoni di Geova prendono alla lettera la Bibbia. E, per quanto riguarda i compleanni, nella Bibbia ne sono raccontati solo tre. Sono festeggiati da persone malvagie e in tutti muore qualcuno. Quindi non si celebrano.



In merito alla faccenda dei compleanni i TdG non sono gli unici a pensarla così. Le citazioni di seguito riportate ne sono una dimostrazione:

“La nozione della festa del compleanno era lungi dalle idee dei cristiani di questo periodo in genere”. — The History of the Christian Religion and Church, During the Three First Centuries (New York, 1848), di Augustus Neander, pagina 190.

“Di tutte le sante persone menzionate nelle Scritture, non si narra di nessuna che osservasse una festa o che tenesse un grande banchetto in occasione del suo genetliaco. Solo i peccatori [come Faraone ed Erode] si rallegrano grandemente del giorno in cui vennero al mondo”. — The Catholic Encyclopedia (New York, 1911), Volume X, pagina 709 (citazione di Origene, del III sec.).

“I primi cristiani non festeggiavano la nascita di Cristo perché consideravano il festeggiare la nascita di qualcuno un’usanza pagana”. — The World Book Encyclopedia, vol. 3, p. 416.

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5/13/2011 11:38 PM
 
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Topolino che c’entra, mica è nella Bibbia?

Ci sconsigliò di leggerlo un “sorvegliante di distretto”, uno dei pastori di più alto livello. E i miei, che erano particolarmente fondamentalisti, si adeguarono.

Con quale argomento?

Il cattivo esempio: Paperino è un nullafacente che sfugge ai suoi doveri. Paperone è un avaro, Gastone è fortunato, ma la fortuna non esiste, perché Geova ci ha lasciato il libero arbitrio. Qui, Quo e Qua sono disobbedienti. E Amelia è una strega, colpevole di spiritismo, la cosa peggiore che ci sia.



Sinceramente questa mi sembra un'argomentazione piuttosto risibile. Innanzitutto c'è da chiedersi se davvero ci sia stato un sorvegliante di distretto talmente ottuso da demonizzare a tal punto Topolino, oppure forse il signore intervistato ha ingigantito di proposito quanto realmente volesse dire questo ministro dei TdG.

Ci sono centinaia di TdG (grandi e piccoli) che leggono Topolino, personalmente non mi è mai capitato di sentire accuse del genere verso questo giornalino.

Io non leggo Topolino, ma in companso leggo molti altri fumetti. Anche il mio nickname (Asgardiano) è ispirato ad un fumetto, Thor, della Marvel (di cui di recente è uscito nelle sale cinematografiche italiane un film). Mai nessun TdG si è permesso di criticare questo mio hobby, anzi, lo condivido con molti altri fratelli.

Tempo fa realizzai addirittura un forum in cui si parlava di fumetti:

freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=162729&f=162729

Lasciamo in pace il mitico Topolino!!!
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5/13/2011 11:45 PM
 
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Dal suo libro emerge una religione quasi medioevale, che nega le più elementari libertà civili: le donne sono subordinate agli uomini, tanto che sua madre non poteva chiedere a suo padre di andare a prendere il vino...

No, poteva solo dire “è finito il vino”, perché l’uomo - dice la Bibbia - è il capo della donna. E lei non può comandarlo, né parlare nelle pubbliche assemblee.



A questo punto mi chiedo se non indossasse anche il burga... [SM=g27993]

La sottomissione della donna rispetto al proprio marito, secondo quanto insegna la Bibbia, non arriva affatto a questi livelli e tanto meno fra i TdG si evincono atteggiamenti del genere.

Queste affermazioni sono solo pura e semplice disinformazione, dichiarate a mio avviso per trasmettere al lettore una visione quanto più negativa possibile nei riguardi dei TdG.
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5/14/2011 2:43 PM
 
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Lei non poteva neppure essere “troppo” amico dei bimbi che non erano Testimoni.

La Bibbia dice: “Le cattive compagnie corrompono le utili abitudini”. E quindi le famiglie più “spirituali” frequentano le “persone del mondo” solo quando è necessario. Quando ho iniziato a frequentare il mio primo vero amico, alle superiori, ho dovuto convincermi che lo facevo per predicargli la verità, visto che non era credente.



Anche in questo caso si sta facendo disinformazione.

E' vero che la Bibbia esorta i credenti a stare attenti dalle cattive compagnie: "Non siate sviati. Le cattive compagnie corrompono le utili abitudini." (1 Corinti 15:33). Ma chi sono le cattive compagnie? Le cattive compagnie innanzitutto sono tutti coloro che compiono deliberatamente azioni malvage, ma anche coloro che con il loro comportamento tendono a scoraggiare i seritori di Dio dall'impegnarsi di svolgere le consuete attività cristiane (evangelizzazione, frequenza alle adunanze, studio della Bibbia).

Ma questo non signica affatto che i TdG considerino "cattive compagnie" tutti coloro che non professano la loro stessa fede. Sicuramente un TdG avrà molti più amici nell'ambito dei propri fratelli spirituali, questo perchè con essi condivide molte più cose: Stessa religione, stesse speranze, stesse idee, stessi principi, ecc. Ma ciò non toglie che un TdG non possa avere un'amicizia con qualcuno che non condivida le stesse idee religiose.

Figuriamoci inoltre, se un bambino figlio di TdG, non possa giocare con altri bambini di altre religioni o non possa essere con loro amico. Questa è semplicemente una menzogna.



Per contatti: roberto.carson@tiscali.it
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5/14/2011 2:53 PM
 
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Sono aspetti dei Testimoni di Geova che la gente comune non conosce. Perché?

Perché non si vogliono far sapere.Gli stessi Testimoni di Geova li scoprono solo dopo un po’. All’inizio si vedono solo gli aspetti positivi: le persone sono accoglienti, attente ai tuoi bisogni: nelle sette di solito si entra per bisogno. Poi quando sei dentro, ci sei. A quel punto scattano gli obblighi.



Ancora disinformaione.

I TdG non tengono nascosto proprio nulla, tutte le loro attività vengono svolte alla luce del sole.

Le adunanze che tengono settimanalmente sono aperte al pubblico, anzi i TdG esortano altri a venire ad assistere. Qundi non ci sono insegnamenti o atteggiamenti nasconti che vengono rivelati gradualmente.



Per contatti: roberto.carson@tiscali.it
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5/14/2011 11:00 PM
 
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Re: intervista da confutare
Mah, secondo me questo viveva in Africa e vuole far credere che tutte le famiglie di tdG siano arretrate allo stesso modo della sua.

Premesso che ognuno alleva i propri figli come meglio crede, in generale il problema dei figli italiani non è che non possono leggere topolino, ma è che non leggono proprio!

Se volessimo, noi tdG avremmo tanto di quel materiale di studio e di quelle pubblicazioni da leggere che non avremmo nemmeno tempo di pensare a topolino o ai puffi.
Eppure l'apostata di turno prova gusto a definirci illetterati, nemici dell'istruzione o dell'università, settari etc. E' una moda, come tante altre, forse anche un modo di farsi pubblicità per vendere qualche copia a qualche scalmanato.

Mi spiace vedere che si trovano ancora giornalisti disposti a pubblicare questo tipo di storie, a metà tra il fasullo e il diffamatorio, ad autori che non hanno alcun titolo né la formazione per proporre certe analisi.

Simon
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5/15/2011 11:08 AM
 
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Questa intervista è un pastrocchio di esagerazioni e sciocchezze usate per pubblicizzare un libro. E' facile usare la disinformazione per un tornaconto personale, altrimenti chi comprerebbe un libro meno serio di un numero di Topolino?

Io stesso sono fra coloro definiti "cresciuti nella verità", sono cresciuto leggendo vari fumetti tra cui l'incriminato Topolino.
Non ho mai festeggiato alcun compleanno o natale ma questo non ha compromesso il mio equilibrio mentale.

Condivido il pensiero esposto da altri utenti prima di me: chi ha vissuto o vive in modo estremista la propria fede, lo fa per una propria inclinazione personale e non perché sia dettato dalla nostra confessione religiosa.

In fondo questro stralcio dell'intervista si risponde da sé:


Sono aspetti dei Testimoni di Geova che la gente comune non conosce. Perché?

Perché non si vogliono far sapere.Gli stessi Testimoni di Geova li scoprono solo dopo un po’. All’inizio si vedono solo gli aspetti positivi: le persone sono accoglienti, attente ai tuoi bisogni: nelle sette di solito si entra per bisogno. Poi quando sei dentro, ci sei. A quel punto scattano gli obblighi.



Noi siamo più che noti. Basta chiedere ai nostri colleghi di lavoro o ai compagni di classe dei nostri figli per vedere come i Testimoni si comportano QUOTIDIANAMENTE senza nascondere nulla. Le nostre pubblicazioni sono PUBBLICHE e in esse sono contenute le linee guida che ciascun cristiano è invitato a seguire. Ognuno può riscontrare con i propri occhi se ciò che vi è scritto sia fondamentalista o meno.

L'intervistato ammette che di solito si entra nelle "sette" (non vedo comunque cosa c'entriamo noi TdG con le sette visto che siamo riconosciuti nella maggior parte delle nazioni come religione) per "bisogno", sottintendendo che spesso chi vi aderisce ha dei problemi di natura emotiva ancor prima di farne parte. Dunque di cosa ci si accusa? Se una persona con problemi emotivi non acquista il necessario equilibrio spirituale dopo la sua conversione, di chi è la colpa? Della religione o il problema era già insito nella persona?
_______________________________________________
- 2Pietro 2:19,22 -
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Il vantaggio dell'intelligenza è che un intelligente può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile.
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5/18/2011 9:04 PM
 
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Sono l'autore del libro e quindi l'intervistato. Sono a disposizione per confermare passo per passo quello che ho detto.

Partiamo da Topolino: l'evento raccontato è vero, mio padre era anziano e se volete ricordo il nome del sorvegliante di circoscrizione che ha fatto il discorso (e che poi è diventato sorvegliante di distretto) quindi posso dirvelo. La cosa è andata così, sorvegliante e anziano erano convinti che fosse giusto buttare topolino. Non è successo a tutti? Ci credo. A me però è successo. A Prato se lo ricordano tutti quelli che c'erano al tempo.

Rispetto alle compagnie: ho raccontato dettagliatamente la mia storia, compresa l'amicizia con una bambina del mio palazzo, sia nel romanzo che nel mio blog. E' innegabile che sia alle elementari che poi - sempre di più - nelle scuole successive, mi sia stato fortemente sconsigliato di andare a giocare a casa dei compagni di classe. State forse dicendo che i bambini testimoni possono frequentare, fidanzarsi, fare amicizia con le persone del mondo?

Il vino: mia madre non poteva chiedere a mio padre di andare a prenderlo, in altre famiglie non sono così radicali. Mia madre non poteva dare ordini diretti a mio padre. Eppure alle donne viene insegnata la sottomissione, "il capo della donna è l'uomo". Non capisco che cosa mi si contesti. Le sorelle possono diventare anziani? Le sorelle possono tenere un discorso dal podio? Le riviste non dicono che una nave - la famiglia - non può avere due timoni e quindi che il marito prende le decisioni?

Non ho mai descritto i testimoni come illetterati. Nonostante questo c'è un discorso di una assemblea in cui un membro del corpo direttivo sconsiglia vivamente il frequentare l'università.

Si entra nelle sette in momenti di bisogno, lo confermo. Non vuol dire che tutti i tdg hanno bisogno. Vuol dire che c'è un meccanismo mentale per il quale quando si attraversa un momento difficile serve la religione. Non si va a predicare ripetutamente perché "le situazioni delle persone possono essere cambiate"?

Infine, a chi mi accusa di fare la vittima: io non faccio la vittima di niente. Racconto una storia, la mia storia. Non ho paura del confronto perché io c'ero, l'ho vissuta e me la ricordo. Mio padre è sempre stato un anziano punto di riferimento, trasferito nelle congregazioni dove c'è più bisogno, da giovane è stato sorvegliante viaggiante, con mia madre è stato pioniere speciale. E' ancora anziano. Se è un "problema circoscritto nell'ambito della mia famiglia" perché mio padre è sempre stato un punto di riferimento per la congregazione? Perché è sempre stato considerato spirituale e da imitare e non è stato in qualche modo limitato?

Ancora una cosa: io non nutro rancore verso nessuno, neanche verso i miei genitori. Anzi il fatto che loro mi abbiano dato questa educazione fa di me quello che sono e sono piuttosto contento di quello che sono. Ma ciò non toglie che la loro rigidità religiosa sia eccessiva e sia assolutamente in linea con quella di tutte le famiglie "spirituali" che ho conosciuto.

Spero di aver risposto a tutto, altrimenti sono a disposizione per qualunque chiarimento.

Se qualcuno di voi vuole argomentare sul mio blog sono disponibile a pubblicare integralmente e senza censura - anche in forma anonima - le vostre argomentazioni sul mio blog, limitandomi chiaramente a dare le mie risposte nei commenti.
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5/18/2011 10:22 PM
 
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Come si evince dal post che precede, abbiamo permesso al sig. Picariello diritto di replica, visto che è stato chiamato in causa dal thread che riguarda l'intervista rilasciata alla s.ra Elena Tebano.

Il Regolamento del Forum, tuttavia, non prevede l'iscrizione e l'intervento di ex testimoni di Geova, in quanto al seguente link del 30/01/2010 - http://tdgstoriasoctel.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9063515 - si legge:
ATTENZIONE: annuncio rivolto a tutti gli utenti ex-TdG che seguono il suddetto forum.
Per una conformità a dei principici etici e spirituali contenuti nella Bibbia, nel forum non è consentita l'iscrizone agli ex-TdG. Tuttavia se qualcuno di essi è desideroso di esporre delle domande o delle osservazioni può avvalersi del servizio e-mail di cui dispone l'amministrazione. Gli admin valuteranno sa sarà il caso di pubblicare l'e-mail.


Considerato cio', certi della sua comprensione, invitiamo il sig. Picariello a non inserire ulteriori post ma, qualora volesse replicare, puo' sempre inviare una mail agli Admin del forum.

Ringraziando, porgiamo distinti saluti.

Gli Admin




[Edited by Walter.Simoni 5/18/2011 10:28 PM]
Walter Simoni

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5/18/2011 11:51 PM
 
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Re:
Come ho già scritto in precedenza, trovo buffo che una giornalista pubblichi nel 2011 un articolo sui pettegolezzi di un ex-TdG dissidente. Sono cose da anni '80.

Se il signore li sopra avesse fatto uno studio metodico sui tdG, al punto da presentare le sue conclusioni altrettanto metodiche, forse meriterebbe di essere letto.
Da quel che vedo mi sembra roba da Radio Maria o Verissimo.

Simon

[Edited by Roberto Carson 5/18/2011 11:53 PM]
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5/19/2011 12:01 AM
 
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Partiamo da Topolino: l'evento raccontato è vero, mio padre era anziano e se volete ricordo il nome del sorvegliante di circoscrizione che ha fatto il discorso (e che poi è diventato sorvegliante di distretto) quindi posso dirvelo. La cosa è andata così, sorvegliante e anziano erano convinti che fosse giusto buttare topolino. Non è successo a tutti? Ci credo. A me però è successo. A Prato se lo ricordano tutti quelli che c'erano al tempo.



Si tratta del punto di vista (senza dubbio esagerato) di un singolo individuo, in questo caso un sorvegliante di circoscrizione. Ma non mi sembra corretto lasciare intendere che ai TdG sia vietano leggere Topolino! Leggendo l'intervista si vuol far capire ai lettori che i TdG demonizzino il giornalino in questione, cosa assolutamente non vera. Allora, perchè non è stato specificato che si è trattato di un caso anomalo, non riconducibile nell'aspetto macroscopico della realtà dei TdG?









A proposito di Topolino, aggiungo al commento di Asgardiano questo link, date un'occhiata:

tdgstoriasoctel.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd...

Rivista Svegliatevi! con in copertina Topolino!!!

Roberto Carson
[Edited by Roberto Carson 5/19/2011 1:31 AM]
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5/19/2011 12:01 AM
 
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Re:

Sono l'autore del libro e quindi l'intervistato. Sono a disposizione per confermare passo per passo quello che ho detto.

Partiamo da Topolino: l'evento raccontato è vero, mio padre era anziano e se volete ricordo il nome del sorvegliante di circoscrizione che ha fatto il discorso (e che poi è diventato sorvegliante di distretto) quindi posso dirvelo. La cosa è andata così, sorvegliante e anziano erano convinti che fosse giusto buttare topolino. Non è successo a tutti? Ci credo. A me però è successo. A Prato se lo ricordano tutti quelli che c'erano al tempo.



Posso pensare che un sorvegliante e anziano abbia affermato qualcosa del genere, ma altro non era che un "consiglio" personale, per incoraggiare i genitori ad essere selettivi anche nella scelta dei fumetti da far leggere ai propri figli. In ogni caso, mai in nessuna delle sue pubblicazioni ufficiali, l'Organizzazione ha scritto formalmente che i figli dei testimoni di Geova non possano leggere i fumetti di Topolino.


Rispetto alle compagnie: ho raccontato dettagliatamente la mia storia, compresa l'amicizia con una bambina del mio palazzo, sia nel romanzo che nel mio blog. E' innegabile che sia alle elementari che poi - sempre di più - nelle scuole successive, mi sia stato fortemente sconsigliato di andare a giocare a casa dei compagni di classe. State forse dicendo che i bambini testimoni possono frequentare, fidanzarsi, fare amicizia con le persone del mondo?



La Bibbia consiglia di non aggiogarsi con gli increduli, poichè le compagnie, specie se "cattive", possono condizionare negativamente le buone abitudini impartite a fatica dai genitori cristiani ai propri figli.(1Co 15:33)
Cio' non significa che i cristiani debbano isolarsi o divenire asociali.
Tuttavia, se un genitore scegliera' di agire in maniera rigida, come hanno fatto i genitori dell'intervistato, sara' responsabilita' loro. Gesù insegno' ad essere equilibrati, evitando atteggiamenti farisaici o estremisti.


Il vino: mia madre non poteva chiedere a mio padre di andare a prenderlo, in altre famiglie non sono così radicali. Mia madre non poteva dare ordini diretti a mio padre. Eppure alle donne viene insegnata la sottomissione, "il capo della donna è l'uomo". Non capisco che cosa mi si contesti. Le sorelle possono diventare anziani? Le sorelle possono tenere un discorso dal podio? Le riviste non dicono che una nave - la famiglia - non può avere due timoni e quindi che il marito prende le decisioni?



Credo che qui si faccia un po' di confusione, poichè quando la Bibbia dice che il capo della donna è l'uomo, e che la donna è sottomessa all'uomo, cio' non significa che una moglie debba rinunciare a bere vino perchè così ha deciso il suo "capo".
Gesù, e con lui anche la Congregazione cristiana mondiale dei Testimoni di Geova, raccomanda ai mariti di amare le proprie mogli come se stessi, proprio come Gesù fu disposto a cedere la propria vita per la sua Sposa spirituale (la Chiesa), allo stesso modo i mariti cristiani devono amare la propria moglie come il proprio corpo, avendone cura, trattandole con tenerezza, rispetto, come un vaso fragile e prezioso.

Essere "capo" non significa essere "padrone". Essere capo vuol dire saper dirigere la propria famiglia, rispettando i ruoli di ciascuno e provvedendo amorevolmente alla propria famiglia, proprio come ci si aspetta da un "capo", un "responsabile", colui che guida.

Il discorso poi delle sorelle che non possono insegnare nella Congregazione, non è discriminatorio (e chi è cristiano lo sa bene!)
Gli Apostoli hanno ritenuto opportuno che si assegnassero ruoli nella congregazione cristiana in maniera ordinata. La donna nella concezione cristiana non è inferiore, ma è tenuta in alta considerazione. (Leggi Proverbi cap.31)


Non ho mai descritto i testimoni come illetterati. Nonostante questo c'è un discorso di una assemblea in cui un membro del corpo direttivo sconsiglia vivamente il frequentare l'università.



Ha detto bene: "sconsiglia!", il che è diverso da "obbliga", "costringe",...
Ci sono tanti testimoni laureati. Io stesso sono laureato. In quanto tale, oggi, se mio figlio o un amico mi chiedessero un consiglio al riguardo, con tutta onesta' mi sentirei di raccomandargli la scuola superiore, dopo di che imparare un mestiere, un lavoro per la vita.
I consigli... restano consigli. Ciascuno poi decidera' in cuor suo cosa fare.


Si entra nelle sette in momenti di bisogno, lo confermo. Non vuol dire che tutti i tdg hanno bisogno. Vuol dire che c'è un meccanismo mentale per il quale quando si attraversa un momento difficile serve la religione. Non si va a predicare ripetutamente perché "le situazioni delle persone possono essere cambiate"?



1) Sta solo testimoniando la sua esperienza strettamente personale, che non riguarda milioni di altri testimoni di Geova.
2) I testimoni di Geova non sono una setta, ma sono una denominazione religiosa cristiana legalmente riconosciuta dallo Stato italiano!
3) Non tutti i tdG sono divenuti tali perchè presi in un "momento difficile". Milioni lo sono diventati perchè hanno studiato le Scritture ed hanno accettato come attendibile la dottrina insegnata dai tdG.
E' anche vero che, quando si è particolarmente provati, si è più sensibili al messaggio biblico, perchè la Bibbia offre speranza e conforto. Ma una cosa è la sensibilita' spirituale più accentuata a seguito delle vicissitudini della vita, altra cosa è l'annebbiamento mentale che puo' indurre a prendere la decisione di aderire a un movimento religioso per "debolezza". Ebbene, non credo che si diventi tdG per "debolezza". Semmai dovesse accadere, difficilmente si potra' rimanere tdG in una condizione del genere. I tdG devono essere in grado di saper decidere da soli, siano essi giovani che adulti.


Infine, a chi mi accusa di fare la vittima: io non faccio la vittima di niente. Racconto una storia, la mia storia. Non ho paura del confronto perché io c'ero, l'ho vissuta e me la ricordo. Mio padre è sempre stato un anziano punto di riferimento, trasferito nelle congregazioni dove c'è più bisogno, da giovane è stato sorvegliante viaggiante, con mia madre è stato pioniere speciale. E' ancora anziano. Se è un "problema circoscritto nell'ambito della mia famiglia" perché mio padre è sempre stato un punto di riferimento per la congregazione? Perché è sempre stato considerato spirituale e da imitare e non è stato in qualche modo limitato?



Appunto: è un caso personale!
Non siamo chiamati a giudicare nè lei nè suo padre. Probabilmente suo padre ha agito in maniera rigida, per timore di non riuscire, o perchè non ha saputo trovare il giusto equilibrio. Puo' dipendere anche dal proprio redagio culturale, dall'ambiente in cui è vissuto, dall'educazione ricevuta dai propri genitori...
Il fatto che abbia agito rigidamente per salvaguardare la propria famiglia, da un lato puo' essere protettivo, ma dall'altro puo' risultare deleterio.
Se per timore che un passerotto mi scappi dalle mani non posso stringerlo forte forte tra le mie mani: rischio di spezzagli le ali o addirittura di ucciderlo, involontariamente!
L'Organizzazione dei tdG ha sempre predicato l'equilibrio, Ciascuno poi raccoglie cio' che semina!


Ancora una cosa: io non nutro rancore verso nessuno, neanche verso i miei genitori. Anzi il fatto che loro mi abbiano dato questa educazione fa di me quello che sono e sono piuttosto contento di quello che sono. Ma ciò non toglie che la loro rigidità religiosa sia eccessiva e sia assolutamente in linea con quella di tutte le famiglie "spirituali" che ho conosciuto.



Libero di pensarla come crede. Il concetto di famiglia "spirituale" non ha connotazione col sapere tutte le scritture a memoria, saper presentare bene le riviste in corso, o commentare a tutte le adunanze.
La persona "spirituale", oltre a fare queste cose, sa essere equilibrata in tutte le cose che fa. Sa prendere le giuste decisioni dopo aver pondrato, meditato sul da farsi. La spiritualita' ha a che fare con la coerenza tra cio' che si predica e cio' che si pratica, in armonia con gli insegnamenti cristiani!


Spero di aver risposto a tutto, altrimenti sono a disposizione per qualunque chiarimento.

Se qualcuno di voi vuole argomentare sul mio blog sono disponibile a pubblicare integralmente e senza censura - anche in forma anonima - le vostre argomentazioni sul mio blog, limitandomi chiaramente a dare le mie risposte nei commenti.



Grazie per aver condiviso la sua esperienza con noi. Ho imparato ulteriormente quanto sia necessario saper assolvere il difficile ruolo di genitore cristiano!


Shalom
biblista



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5/19/2011 12:10 AM
 
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Tenendo conto che il Regolamento del Forum non permette ulteriori repliche da parte dell'interessato, in quanto ex tdG, ritengo sia opportono chiudere qui la discussione, perchè non trovo corretto discuterla tra di noi, senza che lui possa intervenire.
Tra le altre cose, la risposta dell'intervistato mostra come il problema è circoscritto alla sua personale situazione familiare e che non riguarda i tdG intesi come Organizzazione mondiale. Questo era necessario specifare.
Pertanto, la discussione è da ritenersi chiusa!




[Edited by Walter.Simoni 5/19/2011 8:27 AM]
Walter Simoni

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Nonostante la discussione sia stata chiusa dall'Admin-unico, mi sia consentito di aggiungere un ultimo commento.

Il Sig. Emidio Picariello, in un noto forum di ex-TdG dissidenti, scrive quanto segue:


solo per segnalarvi questa ripresa da parte di un forum di testimoni dell'articolo apparso su city.

tdgstoriasoctel.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9778435&#idm1...

E' molto divertente che si cerchi di spiegare che non si è fondamentalisti, e che il mio è un caso eccezionale e lo si faccia impedendo la replica. Però penso proprio che sia utile a quelli che passano di lì per caso, per capire l'aria che tira.



Sinceramente si rimane perplessi da quanto affermi il Sig. Picariello:

"E' molto divertente che si cerchi di spiegare che non si è fondamentalisti, e che il mio è un caso eccezionale..." .

Il punto è che non si è cercato di dimostrare quanto siano illaziose le informazioni che egli ha presentato nella sua intervista, ma è stato dimostrato inconfutabilmente!

Tra l'altro, come ha ammesso egli stesso nella sua replica, molte cose da lui vissute rimangono circoscritte nella sua cerchia familiare. Si notino le seguenti espressioni:


Non è successo a tutti? Ci credo. A me però è successo.




ho raccontato dettagliatamente la mia storia




mia madre non poteva chiedere a mio padre di andare a prenderlo, in altre famiglie non sono così radicali




Racconto una storia, la mia storia



Mi sembra evidente che l'autore ammetta che determitate situazioni non siano elementi da accomunare a tutti i TdG, bensì anomalie vissute esclusivamente da lui (ammesso che siano vere!). Il lettore giudichi obiettivamente!

Se le esperienze che ha raccontato sono vere (per quanto apparentemente del tutto inverosimili), si è trattato senza dubbio di un caso eccezionale, fermo restando che è evidente che i fatti sono stati esageratamente gonfiati.

Tuttavia è giustificabile l'atteggiamento dell'autore. Se non si fa un pò di sensazionalismo chi andrebbe a comprare un libro del genere??? Questione di marketing insomma!!

Inoltre Picariello dice anche:

"...e lo si faccia impedendo la replica."

Questa affermazione mi sembra disonesta. L'amministrazione ha accettato la sua iscrizione e gli ha permesso di postare una replica visto che è stato chiamato in causa. Successivamente la discussione è stata chiusa proprio per rispetto del Sig. Picariello, evitando che altri utenti fossero tentati di screditare ulteriormente quanto l'autore del libro scrive! Inoltre è stato detto all'intervistato che poteva benissimo contattare gli admin in privato qualora avesse voluto aggiungere ulteriori repliche. Invece, cosa del tutto prevedibile in questi casi, è andato a lamentarsi altrove.

E' corretto che egli dica che non gli è stato dato diritto di replica?
Siano sempre i lettori a giudicare obiettivamente!
[Edited by Roberto Carson 5/20/2011 5:11 PM]



Per contatti: roberto.carson@tiscali.it
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