00 6/6/2011 4:38 PM
1) Affermazione Catalano da intervista

“Mettendo da parte ogni pregiudizio “ scientista” mi resi conto che, nella sostanza, la descrizione che il Genesi fa della nascita dell’Universo, della sua evoluzione, del processo di formazione del nostro pianeta e della comparsa della vita sono basilarmente coerenti con ciò che la cosmologia ha da dire a riguardo”

Commento Odifreddi : sostenere che il racconto biblico del genesi è parallelo a quello scientifico significa non vedere le enormi differenze tra i due. ad esempio, nel genesi le piante vengono create prima del sole e della luna! e le specie vegetali e animali sono create fisse una volta per tutta: cioè, negando non l'evoluzionismo ma l'evoluzione stessa

Controdeduzioni Catalano :Mi riferivo ad una sostanziale coerenza solo sul piano cronologico delle due teorie e non ai meccanismi o ai paradigmi fondanti. La successione degli eventi, per quanto riguarda la comparsa delle varie forme di vita sulla Terra fino alla comparsa dell'uomo sono quasi nello stesso ordine. Sicuramente avrei dovuto spiegare meglio il concetto. La contraddizione della comparsa della vegetazione che precede la comparsa del Sole e della Luna è solo apparente. Nel verso 1 si dice che Dio “creò in principio i cieli e la terra “. Con la parola “cieli” dobbiamo intendere tutti i corpi celesti, Sole compreso.Il racconto dei giorni creativi – con riferimento alla preparazione della Terra - è scritto dal punto di vista di un osservatore sulla Terra ed inizia effettivamente dal verso 2 “ Ora la Terra era informe e vacua...” Il primo giorno Dio creò la luce. Un osservatore sulla Terra quale luce poteva vedere? Evidentemente quella del Sole, dunque il Sole c'era già ma non era visibile il disco solare, forse a causa di eccessiva polvere cosmica presente oltre l'atmosfera (per fare un esempio, quello che avviene in certe giornate di fitta nebbia: il Sole c'è, la luce arriva attenuata, ma non si vede il disco solare).

Quale che fosse la causa reale, essa fu rimossa il quarto giorno perchè Dio“faceva” i due luminari (n.b.: il verbo "fare" non c'è in Gen 1:14 , c'è hajh ,forma del verbo essere, accadere, diventare), quello maggiore per “regolare” il giorno e quello minore per “regolare” la notte, nel senso che rese adesso visibile il disco solare e lunare. Si osservi che nel contesto la regolazione del giorno e della notte è riferita alla loro durata temporale (“... servano da segni per le stagioni, i giorni e gli anni...) cosa che è possibile solo se è visibile il moto apparente del disco solare e lunare. In coerenza con questa interpretazione, il verbo usato per creare i "cieli" è barà e secondo il Grande Lessico dell'Antico Testamento, l'uso teologico di questo verbo esprime che "per mezzo dell'ordine di Dio, senza premesse, qualcosa di nuovo che prima non esisteva viene ad esistere senza altri interventi" (GLAT 1574:1575) mentre il verbo usato in Gen 1:16 per "fare" i luminari è asah ,una forma del verbo fare con uno spettro semantico ampio (,fare, produrre, preparare, plasmare) che può anche implicare una materia già esistente.
A riguardo cito l'autorevole opinione del prof. Gleason Archer (1916 – 2004) docente di Lingue bibliche al Fuller Theological Seminary
in Pasadena, professore di Antico Testamento e Lingue Semitiche al Trinity Evangelical Divinity School, a Deerfield, Illinois. E' stato uno dei 50 traduttori che hanno compilato la New American.
Standard Bible e ha lavorato nel comitato di traduzione della New International Version.In merito a Gen. 1:14 ss, Archer afferma:"Genesi 1:14-19 rivela che nella quarta fase creativa, Dio spartì la coltre nuvolosa in modo tale da far giungere al suolo la luce solare diretta, e da rendere possibile l'osservazione accurata dei movimenti del sole, della luna e le stelle. Il verso 16 non dovrebbe essere inteso come se indicasse per la prima volta la creazione dei corpi celesti nel quarto giorno creativo; piuttosto esso ci informa che il sole, la luna e le stelle create nel primo giorno come fonte della luce, erano stati messi al loro posto da Dio in vista della loro eventuale funzione di indicatori del tempo per gli osservatori terrestri" (Archer, G.L., Encyclopedia of Bible difficulties,
Zondervan, Grand Rapids, 1982, pag. 61)
Infatti la Bibbia di Gerusalemme traduce così: "Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni">>



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