00 6/6/2011 4:44 PM
4) Affermazione Catalano da intervista: Cosa direbbe a un ateo o a un evoluzionista?

Se la teoria evoluzionista avesse una solida base scientifica , allora dovrebbe avere carattere predittivo cioè essere in grado di predire il valore esatto dei tempi che caratterizzano questo processo. Invece i sostenitori di questa teoria non hanno la minima idea di come impostarne le basi matematiche. Per semplificare, possono dirci in base a quale equazione matematica si può prevedere quale sarà l’evoluzione della specie umana diciamo tra 500.000 anni? No. Pur tuttavia continuano a sostenere la scientificità di questa teoria.
Sul piano dialettico, li inviterei a riflettere seriamente sul fatto che illustri scienziati atei professano ora apertamente di avere forti dubbi su questa teoria o addirittura di non ritenerla più una teoria scientifica come recentemente hanno fatto due “addetti ai lavori” del calibro di Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor (Gli errori di Darwin - Ed. Feltrinelli). Li inviterei a limitare il terreno del confronto alle sole questioni scientifiche sperimentalmente verificabili .
Agli atei vorrei direi che anche loro sono delle persone religiose in quanto “diversamente credenti”. Anche loro si genuflettono dinanzi al loro dio , il “dio Caso onnipotente creatore e signore del cielo e della Terra”

Commento Odifreddi: che la teora dell'evoluzione non faccia previsioni, è falso: ad esempio, la specie dell'ipollinatore delle orchidee chiamata appunto "praedicta", fu predetta da darwin quarant'anni prima che fosse scoperta, sulla base della sua teoria.Se poi si richiede un'equazione che predica come sarà la specie umana tra 500.000 anni, si pretende più di quanto faccia la fisica. catalano, essendo un fisico, dovrebbe sapere che le equazioni della meccanica newtoniana non permettono neppure di prevedere il comportamento alla breve, non solo tra migliaia di anni, di TRE corpi. buttiamo a mare anche la fisica newtoniana, mentre ci siamo?

Controdeduzioni Catalano: francamente non capisco.Il prof. Odifreddi prima dice che le mie affermazioni (sul carattere non predittivo dell'evoluzione) sono false e cita ad esempio il caso della farfalla “praedicta”. Poi però fa un passo indietro e chiarisce che la teoria dell'evoluzione non è in grado di fare previsioni rigorose in un range di 500.000 anni. Sono troppi ? Non mi pare se penso che il processo evolutivo investe un arco di circa 4,5 miliardi di anni. Se la teoria è in grado di spiegare solo il passato allora è una disciplina storica e basta. A proposito del caso “ praedicta” non mi riesce proprio di capire in che cosa consista la capacità predittiva della teoria dell'evoluzione: nel 1862 Darwin studia una varietà di orchidea ,l’Angraecum sesquipedale, osserva che il suo nettare si trova in fondo a uno sperone lungo circa 30cm e ne deduce che devono esistere degli insetti dotati di una spirotromba lunga almeno 30cm, di cui allora non si aveva conoscenza. Nel 1903 L. W. Rothschild scopre una nuova sottospecie di falena Xanthopan morganii dotata di una tale spirotromba e la ribattezza Xanthopan morganii praedicta in onore della predizione di Darwin. Chiedo : questa farfalla è venuta all'esistenza tra il 1862 e il 1903? Il fatto che Rothschild l'abbia scoperta circa 40 anni dopo ci dà la matematica certezza che non esistesse anche al tempo di Darwin? “Praedicta” nel senso che prevedo che verrà all'esistenza questa farfalla come conseguenza del processo evolutivo o piuttosto se esiste questa orchidea allora ci deve essere anche una farfalla adatta per impollinarla? Se trovo per terra un bullone con un passo stranissimo posso dire che ci deve essere da qualche parte anche un dado dello stesso passo ? E se poi qualcuno lo trova dopo 40 anni come lo ribattezzerà, alea praedicta? Ancora : quando ho trovato il bullone questo dado aveva un passo del tutto normale e poi ha subito una mutazione nel filetto o è stato costruito direttamente così per adattarsi al bullone?
Quanto al moto dei tre corpi, esso è caotico. ma non casuale poiché le equazioni lagrangiane del moto non contengono termini stocastici. Non sappiamo esprimere l'evoluzione delle loro traiettorie con una sola funzione esplicita e siamo costretti a ricorrere a soluzioni approssimate anche con l'uso di calcolatori.Siccome, per forza di cose, la conoscenza che abbiamo delle condizioni iniziali del moto dei tre corpi è solo approssimata, il risultato finale è che ai nostri occhi il moto dei 3 corpi sarà sempre caotico, per lo meno su tempi sufficientemente lunghi. Ne consegue che la predicibilità di un sistema dinamico con almeno 3 corpi è possibile solo entro intervalli temporali finiti, tanto più lunghi quanto più sono accurate le nostre misure delle condizioni iniziali . Non si tratta pertanto di una imprevedibilità intrinseca.

Commento Odifreddi: citare fodor e piattelli palmarini come "addetti ai lavori", è singolare. sono due linguisti! cosa c'entrano con l'evoluzionismo? a parte il merito del loro libro, che è proprio per questo motivo è semplicemente imbarazzante, e ha ottenuto attenzione proprio solo perchè era antievoluzionista: alla faccia della cospirazione!

Controdeduzioni Catalano: cominciamo col dire che Piattelli Palmarini è un biofisico docente universitario (Harvard, Arizona, MIT) di scienze cognitive e Fodor è un filosofo del linguaggio e cognitivista cresciuto alla scuola di Noam Chomsky. Secondo Odifreddi non sono degli “addetti ai lavori “ . E perchè? Forse perchè non sono dei biologi? Scusi Odifreddi, lei è solo un matematico, per quanto insigne, o è anche un biologo, un teologo, uno storico della scienza e cos'altro ancora? Se, come credo, lei è solo un matematico allora le giro la domanda, senza offesa, : lei cosa c'entra con l'evoluzione? Perchè scrive a piene mani di evoluzionismo , di teologia, di Bibbia, di storia ? Io ho letto diversi suoi libri su questi argomenti ma li valuto per il loro contenuto e non per il titolo accademico dell'autore.Se il merito del libro è considerato “imbarazzante” solo perchè scritto da due linguisti, immagino che, per coerenza, Odifreddi non legga ciò che scrive Boncinelli sulla genetica, visto che è laureato in fisica.



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